Raffaele Lombardo ad Affari: "La mia Sicilia regina green"
Di Alessandra Lanzi
Dall’ecologia alla new economy, abbattere l’inquinamento, incentivare lo sviluppo imprenditoriale, creare nuovi posti di lavoro e ridurre del 10% il costo dell’energia per cittadini grazie all’economia verde e al Pears, il Piano energetico ambientale regionale siciliano che punta a mettere a disposizione di tutti i siciliani le tecnologie energetiche più innovative, secondo la visione dell’economista Jeremy Rifkin. Saranno questi i leitmotiv del convegno “Quale energia in quale futuro”, che sarà inaugurato oggi in Sicilia, a Palermo e che proseguirà in una tre giorni di studi promossi dalla Presidenza della Regione Siciliana. Tre giornate di lavoro in cui si alterneranno tecnici ed esperti del settore per tracciare uno spaccato dell’impegno della politica regionale in materia di energie alternative e per un’analisi dello stato dell’imprenditoria di settore in Sicilia, nell’ ampio scenario della Terza Rivoluzione Industriale. A fare gli onori di casa sarà proprio il governatore Raffaele Lombardo, al quale abbiamo chiesto quale sarà il futuro della sua regione e se sarà veramente così ‘energetico’ e così verde. 
Raffaele Lombardo
Presidente, qual è il futuro della regione Sicilia, dal punto di vista energetico, in particolare all’interno dell’area mediterranea?
"Credo che la Sicilia, con il realizzarsi delle linee direttive importate dal Pears, possa diventare l’esempio da esportare in tutti i paesi rivieraschi del Mediterraneo. E’ per questo motivo che la Regione è da sempre impegnata nella promozione di convegni come questo, ma anche nella promozione di interrelazioni con tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, interessati al potenziamento della ricerca in campo energetico".
Passiamo alle rinnovabili. Sappiamo che lei è un grande sostenitore del sistema fotovoltaico. Quanto all’eolico invece? E’ vero ci sono degli impasse nell’approvazione dei sistemi eolici?
"Ora le spiego qual è il problema. Affinché un impianto eolico sia remunerativo e quindi ci sia un guadagno è necessario che la pala dell’impianto giri, e quindi lavori, almeno 2000 ore all’anno. La garanzia che ciò avvenga rappresenta uno dei limiti del sistema eolico. Il secondo limite è paesaggistico in quanto rappresentato dall’estetica dell’impianto che non si ‘abbina’ bene con i paesaggi della nostra terra, tutt’altro. Una volta superati questi due limiti si può partire con la costruzione degli impianti. Per questa ragione intendo formare delle commissioni qualificate che garantiscano l’assenza di questi due limiti e che coadiuvino le strutture regionali per il rilascio delle autorizzazioni".
Passiamo alla consistenza del Pears. Quanto costa e quali sono i tempi per l’attuazione del programma una volta decollato?
"Il Pears deve rientrare nei termini imposti dalle direttive comunitarie e dalle leggi nazionali. Al pacchetto dell’Unione Europea noto con la sigla “20-20-20”, che prevede di raggiungere, entro il 2020, la riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica, il raggiungimento del 20% della produzione energetica da fonti rinnovabili e il miglioramento del 20% dell’efficienza energetica, abbiamo aggiunto l’obiettivo “5-5-5 fratto 10”. Si tratta cioè dell’investimento di 5 miliardi di euro in 5 anni per 5 milioni di abitanti, quelli della Sicilia. Il tutto fratto 10 perché deve ridurre il costo della bolletta energetica del cittadino del 10%. Questo provvedimento, se realizzato, rientra ampiamente in quanto prescritto dal piano energetico nazionale".
Presidente, quanto sta investendo la Sicilia nella ricerca nel campo ecologico?
"Ritengo che la ricerca applicata sia la chiave di successo del futuro e che da questa possano derivare risparmi per i cittadini, ma soprattutto migliaia e migliaia di nuovi posti di lavoro. In tal senso la Regione ha delle convenzioni con università e con i massimi enti di ricerca, come l’Enea e il Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche, ndr) . Inoltre abbiamo stipulato una convenzione con l’Enel, che investirà dai 3 ai 4 miliardi di euro, in 4 anni, in settori futuribili, come i pannelli fotovoltaici della Sharp o i progetti Archimede o Conphoebus".
E’ appena tornato da un incontro a Termini Imerese? Cosa è emerso?
"Dobbiamo giocare a carte scoperte. Quello che gioca sulla pelle di Termini Imerese è la Fiat che si è rimangiata l’impegno. E’ bene che il governo capisca cosa vuole fare la Fiat. Quello che dico io, diamo questo stabilimento a un’altra casa, ma non pensino di usarlo per venderci mobili o altro".



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