Non solo Bulgari/ Lo shopping straniero in Italia: 9,6 miliardi solo nel 2010
L'assalto di Lactalis a Parmalat e l'attivismo di Edf su Edison sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha spinto il Governo a studiare una legge per salvaguardare l'italianita' delle aziende strategiche. Nel solo 2010 sono state circa 70 le acquisizioni estere di societa' italiane per un controvalore di 9,6 miliardi di euro, oltre il 60% dell'intero mercato nazionale del merger and acquisitions.
E' finito fuori dei confini il controllo di marchi storici del food come Findus, acquisito dal fondo inglese Permira per 805 milioni di euro. I costumi da bagno Arena sono ora controllati dal fondo americano Riverside. Nel settore finanziario, Credit Agricole ha messo le mani sulla Cassa di risparmio di La Spezia. Intesa Sanpaolo ha passato agli statunitensi di State Street Corporation le attivita' di banca depositaria. La stessa scelta fatta da Ubi a favore di Rbc Dexia Investors e da Bpm con Bnp Paribas. Nel comparto industriale si segnala l'operazione da 156 milioni con cui l'americana Flowserve ha acquisito Valbart, societa' specializzata nella produzione di valvole usate nelle infrastrutture per il trasporto di gas.
Nel complesso, l'anno scorso, sono state le aziende statunitensi a mostrarsi le piu' attive nello shopping con 16 operazioni, seguite dai francesi con 12. Assai piu' staccate le societa' britanniche, terze con 5 operazioni.
Il 2011 si e' aperto con due "choc" nell'industria del lusso. L'8 febbraio e' stato il marchio Gianfranco Ferre' a finire nelle mani del Paris Group di Dubai. Un mese dopo e' stata Bulgari a cedere al corteggiamento della francese Lvmh. Seguono altri importanti pezzi della moda made in Italy traslocati all'estero negli anni scorsi: Valentino ai britannici di Permira nel 2007 o Gucci ai francesi di Ppr nel 1999. Ai cugini transalpini appartiene anche Coin, acquisita dal fondo equity Pai Partners. E Standa parla oggi tedesco sotto la bandiera austrica di Billa, controllata di Rowe.
E' pero' forse l'agroalimentare il settore dove l'attivismo straniero e' piu' forte. L'anglo-olandese Unilever si e' presa Algida, le confetture Santa Rosa e il riso Bertolli. Spagnolo, sotto il controllo di Sos Cuetara, e' invece diventato l'olio Bertolli assieme a quelli Sasso, Carapelli e Dante. Al colosso svizzero Nestle' fanno capo la Buitoni, Motta, i Baci Perugina, l'Antica Gelateria del Corso e molte acque minerali. Nella grande distribuzione e' dei francesi di Auchan la catena Sma Tutto questo senza dimenticare nelle tlc, il passaggio negli anni scorsi di Fastweb a Swisscom e di Omnitel a Vodafone. O nel settore bancario della Bnl a Bnp Paribas e di Cariparma a Credit Agricole. O ancora, tornando al 2010, quello di Team System (sistemi It) al fondo Hg Capital, l'ingresso di Cape Natixis in Bruni Glass, il trasferimento di Invatec a Medtronic nel settore medico e l'operazione che ha portato LCapital ad acquisire il 40% di Dondup nell'abbigliamento.



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