Seat/ Accordo con Royal Bank of Scotland per allungare le scadenze anche a costo di oneri in crescita
A questo punto se Seat decidesse di emettere un nuovo bond, con scadenza successiva al 2014, da un miliardo di euro sostituirebbe per pari importo il debito esistente e rimarrebbe con 500 milioni di indebitamento bancario su cui andrebbe applicata la maggiorazione di spred. In questo caso al costo aggiuntivo dell'operazione di riscadenziamento andrebbero aggiunti altri 3,75 milioni di euro, per un totale, tenendo conto della "una tantum" sopra ricordata, di circa 10,5 milioni di euro.
A questa prima cifra occorrerà poi aggiungere l'eventuale maggiorazione in termini di tassi del nuovo bond, che secondo alcuni operatori dovrebbe essere ad alto rendimento con un costo nella fascia dell'8%-10%, la cui precisa definizione dipenderà dall'accoglienza che il mercato riserverà all'emissione. Una forte domanda del nuovo bond potrebbe dunque far risparmiare fino a una ventina di milioni in termini di oneri finanziari rispetto all'ipotesi di un'accoglienza fredda da parte degli investitori.
In ogni caso per l'azienda si tratterebbe di un incremento sensibile rispetto al costo medio del debito, pari a fine settembre al 5,42% e visto attorno al 6% a fine 2009. Uno scotto inevitabile da pagare pur di avere più tempo per tentare di riuscire a centrare l'obiettivo di una ristrutturazione industriale del gruppo che gli analisti sembrano avere già scontato nelle proprie valutazioni, se è vero che il fair value di 0,22 euro per azione da parte degli uomini di Mediobanca sottintende un costo del debito di lungo periodo attorno al 10,5%.



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