Seat/ Accordo con Royal Bank of Scotland per allungare le scadenze anche a costo di oneri in crescita
Il 2010 inizia per Seat Pagine Gialle all'insegna del raggiunto accordo con Royal Bank of Scotland per la possibilità di emettere un nuovo bond, tra i 500 milioni e il miliardo di euro, con scadenza posteriore al Senior Credit Agreement da utilizzare ai fini del parziale rifinanziamento di tale accordo così da estendere la durata media debito del gruppo. Voci in merito all'esistenza delle trattative si erano diffuse sul mercato sin da Natale ed erano state confermate da Seat che giusto ieri in una breve nota aveva preannunciato "a breve" un comunicato ufficiale in cui il Cda avrebbe preso atto dello stato delle trattative e assunto, "ove ne ricorressero i presupposti, le opportune e conseguenti deliberazioni".
Deliberazioni che appunto hanno appunto preso la forma di un'autorizzazione a lanciare un bond tra i 500 e i 1.000 milioni di euro su una scadenza che consenta di superare l'affollamento nei rimborsi che finora si prefigurava tra il 2012, quando scadranno 556 milioni di euro, il 2013 (con altri 465 milioni di debito in scadenza) e il 2014, anno in cui verrà a scadere un bond ad alto rendimento da 1,3 miliardi di euro.
Per capire il peso di questa tabella di marcia basti pensare che quest'anno e il prossimo Seat aveva in calendario rimborsi per "soli" 200 milioni di euro l'anno. Certo, l'accordo raggiunto oggi ha un costo: la società dovrà infatti pagare una commissione "una tantum" pari allo 0,45% sul totale del debito in essere (circa 1,5 miliardi di euro) al momento dell'accordo.
Una prima parte pari allo 0,25% (dunque circa 3,75 milioni di euro) dovrà essere pagata subito, mentre il restante 0,20% (altri 3 milioni di euro circa) sarà pagato a operazione conclusa. In più è previsto che la società si accolli un aumento dello 0,75% dei margini sul passivo dopo il rimborso del debito bancario. Passivo che è diviso in due tranche: la prima ha attualmente uno spread del 2,19% rispetto all'Euribor, la tranche del 2,81%, secondo gli ultimi dati resi noti al mercato.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















