Scudo fiscale/ Rimpatriati 95 miliardi. Più famiglie in difficoltà a fine mese
| Plauso della Lega/ ''Tanti complimenti e un sentito grazie al ministro Tremonti per la sua operazione riguardante lo scudo fiscale, che, visti i risultati, rappresenta la piu' grande manovra economica di tutti i tempi. Bravo, dieci e lode''. Lo afferma in una nota il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. E' la più grande manovra, aggiunge Calderoli ''non solo e non tanto per i quattro miliardi e 750 milioni di nuove entrate, comunque necessarie. Ma soprattutto perchè quasi 100 miliardi di euro rientreranno e verranno investiti in Italia, ridando ossigeno, vero e tanto, alla nostra economia. Il fatto che il 98% del volume totale sia fatto da rientri effettivi certifica la fiducia nei confronti della politica economica tenuta da questo Governo''. |
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"Sono numeri che marcano uno straordinario successo segno di forza della nostra economia e di fiducia nell'Italia. E anche di intelligenza", hanno sottolineato dal Tesoro. "L'impegno dei principali Paesi del G20 è infatti nel senso che il tempo dei paradisi fiscali è finito per sempre. Portare o tenere i soldi nei paradisi fiscali non conviene più, nè economicamente nè fiscalmente. Il rendimento è minimo, il rischio è massimo".
Il termine di riapertura delle operazioni di rimpatrio con maggiorazioni di aliquota ad aprile 2010 - ha sottolineato infine il comunicato del dicastero di Tremonti - è "ultimo e definitivo. L'alternativa in tutti i Paesi G20 è costituita solo dall'applicazione delle nuove e molto efficaci norme antievasione".
Intanto l'Istat ha fatto sapere che sono aumentate nel 2008 le difficoltà economiche delle famiglie italiane. L'istituto guidato da Enrico Giovannini ha sottolineato che l'anno scorso, rispetto all'anno precedente, è cresciuta la quota di famiglie che dichiara di arrivare alla fine del mese con molta difficoltà (il 17,0%, contro il 15,4% del 2007). Sono aumentate inoltre le famiglie che non riescono a provvedere regolarmente al pagamento delle bollette (11,9%, contro l'8,8% del 2007) e all'acquisto di abiti necessari (18,2%, contro il 16,9%).
Statisticamente significativo è stato pure l'incremento delle famiglie cui è capitato di non avere, in almeno un'occasione, soldi sufficienti per pagare le spese per i trasporti (8,3%, contro il 7,3% del 2007) e di quelle che sono in arretrato con il pagamento del mutuo (7,1% di quelle che hanno un mutuo, contro il 5,0%).
Sono risultate sostanzialmente stabili, rispetto al 2007, almeno a livello nazionale, le quote di famiglie che non si possono permettere di riscaldare adeguatamente la propria abitazione (10,9%) e quelle che hanno risorse insufficienti per gli alimenti (5,7%) e per le spese mediche (11,2%). Quasi un terzo delle famiglie (31,9%) ha poi riferito di non essere in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 750 euro con risorse proprie.



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