Lotta dura/ La Grecia di ferma acora. Sciopero degli statali
Migliaia di lavoratori del settore pubblico, oltre 20mila, sono scesi in piazza ad Atene per protestare contro le misure di austerità varate dal governo per salvare la Grecia dalla bancarotta. In un Paese gia' stremato da due anni di aumenti delle tasse e tagli ai salari, studenti, giovani e pensionati insieme hanno marciato fino al centro della capitale chiedendo che siano "i ricchi a pagare". Un altro corteo di migliaia di dipendenti statali ha raggiunto piazza Syntagma al grido di "non abbiamo lavoro, non abbiamo diritti, nessun sacrificio per i boss". Alta l'adesione allo sciopero, che ha portato alla cancellazione di oltre 400 voli, sia nazionali che internazionali, il blocco dei treni e la chiusura di numerose scuole.
La polizia ha dispiegato un migliaio di agenti in citta', nel timore che si ripetessero gli incidenti di giugno, quando oltre 100 dimostranti erano rimasti feriti negli scontri con le forze dell'ordine a piazza Syntagma. Allo sciopero non ha partecipato il settore privato che tuttavia ha promesso il suo sostegno in occasione delle agitazioni piu' ampie indette per il 19 ottobre. Nonostante i tagli degli ultimi due anni, il governo greco e' stato costretto ad ammettere che manchera' gli obiettivi di disavanzo anche per il 2011, preannunciando nuove misure. La notizia ha suscitato aspre proteste fra i lavoratori statali, prostrati da mesi di ristrettezze e difficolta'.
"Non mi interessa se finiamo in bancarotta, ci siamo gia', l'unico che deve realizzarlo e' lo Stato, noi abbiamo perso tutto" ha commentato un ingegnere 39enne, Sotiris Pelekanos, mentre intorno a lui cresceva la rabbia contro uno governo che "ci ha ingannato, ci aveva promesso di tassare i ricchi e aiutare i poveri, ma non l'ha fatto".
Intanto una fonte della troika Ue, Fmi, Commissione ha fatto sapere che "la Grecia sta facendo progressi riguardo al piano di risanamento ma la sesta tranche di aiuti non e' ancora sicura. "Stiamo facendo progressi ma molto lentamente. La questione principale è che il governo ha bisogno di più tempo. Finora non abbiamo chiuso ancora nessun capitolato", ha detto la fonte aggiungendo che "c'e' sempre il rischio" che gli 8 miliardi non vengano concessi, il governo "non li deve dare per scontati". Tuttavia, ha spiegato, "ritengo alla fine tutto andra' bene".


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