Saras/ Indagati banchieri della quotazione: "Investitori ingannati"
Hanno ingannato gli investitori. Con questa accusa sono finiti nel mirino dei magistrati i banchieri che si occuparono nell'aprile 2006 della quotazione di Saras. Tra i nove manager indagati spiccano i vertici italiani di Jp Morgan e Morgan Stanley, Simone Rondelli e Galeazzo Pecori Giraldi. 
Gian Marco Moratti
L'ipotesi di reato della procura di Milano è quella di "falso prospetto informativo" e "aggiotaggio": si contesta insomma di aver collocato a 6 euro le azioni della raffineria della famiglia Moratti che in realtà stimavano valere tra i 4 e i 5 euro.
Per ora i magistrati non muovono contestazioni penali a Gian Marco e Massimo Moratti, che però con la quotazione 'gonfiata' raccolsero sul mercato una liquidità in più pari a "1.710 milioni di euro, di cui 1.100 affidati alla gestione patrimoniale di Jp Morgan".
Gli advisor (sono indagati i singoli manager, non le banche), invece, fecero il pieno di di "42 milioni di euro di commissioni: 16miolioni e 830 mila euro a Jp Morgan, 11 milioni a Morgan Stanley e 10,5 milioni a Caboto del gruppo Intesa.
Il giorno del debutto in Borsa i risparmiatori perserosubito il 10% e ora la procura ha deciso che non fu un caso. Tra gli indagati figurano: Impbert, Rondelli e Francesco Cardinali per Jp Morgan; Pecori Giraldi, Oscar d'Intino e Andrea Levantini per Morgan Stanley; Massimo Prosdocimi per Caboto.



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