Casi e casini di borsa/ Safilo in calo a Milano, 180 milioni di fatturato a rischio in caso di divorzio da Armani

Giovedì, 29 settembre 2011 - 16:45:41
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Safilo approva il piano strategico 2011-2015, che prevede una crescita delle vendite nette al ritmo del 6%-7% annuo, ma il titolo perde quota a Milano ridiscendendo verso i 7,1 euro per azione (-8,72% in chiusura) con volumi elevati a causa dei timori legati al rinnovo delle tre licenze con Armani (Giorgio Armani, Emporio Armani e A/X), che la stessa società padovana ammette essere tuttora oggetto di trattative dall’esito “ad oggi ancora incerto” e che secondo alcune indiscrezioni potrebbe finire alla concorrente Luxottica.

Il piano prevede una “forte focalizzazione sul core business wholesale”, un portafoglio di “powerbrands” in licenza e propri “equilibrato e ad alto potenziale”, la crescita nei principali mercati internazionali attraverso “strategie mirate per ciascun mercato e canale distributivo” e la ricerca di una maggiore redditività del business attraverso il miglioramento dei processi aziendali nelle principali aree di attività del gruppo.

Gli obiettivi previsti dal piano stesso sono stati elaborati su base organica, “ipotizzando il rinnovo di tutte le licenze in scadenza nell'arco del piano e senza tenere conto del possibile inserimento in portafoglio di nuovi marchi in licenza o di nuove opportunità nell’ambito dell’acquisizione di marchi” già attivi nel settore dell’occhialeria. Da notare che la licenza Armani, da sola, contribuisce secondo stime di consensus per circa il 15%-17% dei ricavi totali.

Ciò detto, per l’esercizio in corso Safilo si attende vendite nette totali intorno a 1,1 miliardi di euro, un Margine operativo lordo pari (Mol) a circa l’11% e un debito netto di circa 240 milioni di euro, in linea con quello di fine giugno. Per centrare gli obiettivi prefissati il piano prevede in particolare una delle vendite nette a un tasso medio annuo del 6%-7%, con un’accelerazione negli ultimi due anni di piano, così da raggiungere i 1.200-1.250 milioni di euro nel 2013 e arrivare a 1.400-1.450 milioni di euro nel 2015. La redditività, a livello di Mol, dovrebbe salire dal 12,5% del 2013 (pari a circa 150 milioni di euro), al 15% nel 2015 (circa 210 milioni di euro).

Infine sul fronte del debito netto se ne prevede l’azzeramento entro il 2015, pur a fronte di investimenti complessivi per circa 165 milioni di euro nell’arco del piano, principalmente dedicati al mantenimento e sviluppo impiantistico degli stabilimenti produttivi e all’implementazione di nuovi sistemi informatici. Impegni e obiettivi ambiziosi, che però non valgono, oggi, quanto il rischio di veder sfumare l’anno prossimo non meno di 180 milioni di euro di ricavi (a tanto secondo gli uomini di Banca Leonardo equivalgono le tre licenze di Armani) e un terzo circa degli utili per azione.

Luca Spoldi

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