E' fatta per Saccomanni governatore Bankitalia
Saccomanni ha lasciato palazzo Chigi dopo circa mezz'ora di colloquio con il premier. Il direttore generale di Bankitalia e' indicato come uno dei possibili successori alla guida dell'Istituto di via Nazionale alla scadenza del mandato di Mario Draghi e l'incontro con Berlusconi potrebbe essere stato il passo decisivo verso il ruolo di governatore.
Prende quota la candidatura di Fabrizio Saccomanni per la successione a Mario Draghi alla guida della Banca d'Italia. La visita di oggi a palazzo Chigi, riferiscono fonti politiche, e' servita per avere un primo contatto con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: finora, infatti, il premier e il direttore generale di Palazzo Koch non avevano mai avuto occasione per potersi confrontare 'de visu'.
Inoltre, sottolineano le stesse fonti, l'appuntamento testimonia la volonta' del capo del governo di riprendere in mano direttamente la procedura di nomina che prevede l'emanazione di un decreto della Presidenza della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio superiore di Bankitalia. Non e' escluso che tale parere possa arrivare gia' il 28 settembre prossimo, giorno per il quale e' convocata una seduta ordinaria del Consiglio superiore che potrebbe essere a questo punto essere trasformata in straordinaria, se palazzo Chigi avanzera' formalmente la proposta.
Alla fine l'ha spuntata quindi la fazione che voleva la promozione di Saccomanni. Sconfitta l'ipotesi caldeggiata dal ministro Tremonti, quella di vedere Vittorio Grilli come successore di Draghi. Lo stesso Draghi ha sostenuto in questi mesi la candidatura di Saccomanni come suo successore, mostrando di preferire una scelta interna piuttosto che un candidato esterno come Lorenzo Bini Smaghi (attualmente nel board Bce) o, appunto, Grilli. E' possibile che la scelta sia ricaduta su Saccomanni in seguito a una trattativa con Tremonti prima dell'approvazione della manovra. Berlusconi potrebbe aver lasciato le mani più libere al ministro per avere la libertà di optare con decisione su Saccomanni.



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