Roma, operai della Alstom sequestrano 3 manager
"E' stato un semplice sit-in". Su un punto, azienda e sindacalisti sono d'accordo: "Non è stato un sequestro". "Ci siamo soltanto seduti a terra pacificamente impedendo il passaggio", spiega un operaio. "Siamo 150 cassaintegrati disperati". "Forse abbiamo forzato la mano - ammette un sindacalista, Artemio Fanella, Rsu per la Filcem Cgil - ma l'abbiamo fatto per essere ascoltati". Neppure Riccardo Pierobon, uno dei manager bloccati in fabbrica, vuole parlare di "sequestro": "Ho scoperto di essere stato rapito dagli sms che mi mandavano gli amici dopo aver letto la notizia online. Paura assolutamente mai".
I primi "sequestri " in Francia. La "caccia al manager" era iniziata l'inverno scorso in Francia. Prima l'amministratore delegato della Sony France, poi il direttore della filiale della 3M e quattro manager della Caterpillar di Grenoble. Infine Francois-Henri Pinault, principale azionista del colosso del lusso PPR (Gucci, Yves Saint Laurent, Balenciaga) bloccato a bordo di un taxi a Parigi da una cinquantina di operai della Fnac e di Conforama preoccupati per il piano di ristrutturazione. Capitò anche ad un funzionario della Fiat, volato a Bruxelles per gestire la riduzione di 24 posti di lavoro.
Sei stabilimenti in Italia. A Colleferro lavorano 150 tra operai e tecnici, ma la Alstom ha stabilimenti anche a Sesto San Giovanni; Savigliano in provincia di Cuneo; Bari; Bologna e Verona. In tutto 2.500 dipendenti. Il mese scorso, quando l'amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti ha annnunciato un investimento da due miliardi per rimodernare l'azienda con l'acquisto di almeno 150 locomotive, sembrava che la situazione nelle fabbriche italiane del gruppo industriale riprendesse fiato, ma la speranza nella nuova commessa non è bastata per invertire il trend negativo che la società denuncia da mesi. E oggi l'annuncio della possibile chiusura la prossima estate.



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