Risparmio gestito/ Rumors: riparte il risiko delle Sgr. Generali mette gli occhi su Arca
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Con mercati ballerini e in previsione di una stretta fiscale che rischia di frenare i consumi, il settore del risparmio gestito sembra alla vigilia di un nuovo round di fusioni, acquisizioni e ristrutturazioni sia a livello internazionale (con Allianz che ha posto sotto un unico cappello le sue controllate Pimco e Allianz Global Investors, operazione che potrebbe segnalare l'intenzione di procedere ad uno scorporo delle attività medesime), sia a livello italiano.
In Italia diverse strutture medio-piccole sono da tempo in affanno sia a causa dell'andamento della raccolta netta e della compressione dei margini reddituali, sia dei problemi legati alla necessità di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale delle banche che spesso controllano le principali reti distributive italiane.
Arca Sgr (gruppo controllato da Bper, Banco Popolare e Ubi Banca), in particolare, ha deciso secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore di varare un nuovo piano di riorganizzazione e di ristrutturazione per "preservare le potenzialità delle società sul mercato". Il piano non è tuttavia ancora stato definito nel dettaglio e a parte una riduzione dei costi che potrebbe comportare anche la cessione delle attività di banca depositaria e del settore ICT, vi sono voci di un possibile interesse per Optima Sgr, società che gestisce masse per 1,1 miliardi di euro, la cui acquisizione porterebbe Arca Sgr a superare la soglia dei 15 miliardi di euro di patrimonio sotto gestione scavalcando il gruppo Bnp Paribas risalendo al sesto posto nella classifica italiana delle principali società di gestione.
Secondo quanto riferiscono ad Affaritaliani fonti di mercato, tuttavia, tra gli otto soci principali almeno un paio (Ubi, primo socio col 23,1% del capitale, e Banco Popolare, col 17,8% complessivo), potrebbero preferire l'ipotesi di una cessione. A questo punto occorrerà capire gli intendimenti di Bper (secondo socio col 20,2%) e Popolare di Vicenza (10,9%), oltre che delle popolari di Sondrio, Cremona e Crema, tutte socie con poco più del 5% di capitale, e verificare quale possa essere l'offerta del potenziale acquirente. Il quale, dopo che lo scorso anno erano venute meno le ipotesi di cessione al fondo Clessidra o a DeA Capital, sembrerebbe poter essere il gruppo Generali.



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