Risiko bancario/ Fidelity, Vanguard e Rothschild mettono le mani sull'1% di Mps

Martedì, 31 gennaio 2012 - 19:00:00


 

Filiale ecologica mps 3

C'è qualcuno che sta raggranellando titoli del Montepaschi? E se sì a che scopo? Dopo che l'immobiliarista romano Francesco Gaetano Caltagirone, terminato di fare affari (immobiliari) con Rocca Salimbeni, ha improvvisamente rotto gli indugi e approfittando del rimbalzino delle quotazioni (+18% da inizio anno, ma sempre in rosso del 62% abbondante negli ultimi 12 mesi e a circa 30 centesimi molto distanti da quegli 0,8-1 euro per azione pagati mediamente Caltagirone) per azzerare il proprio 5% (ormai ridotto allo 0,8% circa) prima che a muoversi sia, obtorto collo, Fondazione Montepaschi, la quale dovendo rientrare dell'indebitamento salito ancora lo scorso anno per poter sottoscrivere le proprie quote durante l'aumento da 2 miliardi di euro rischia ora di dover trovare un acquirente non solo per un 15%-16% di Mps (riducendo così la propria partecipazione dall'attuale 49% al 33% circa, soglia "limite" per cercare di mantenere il controllo) ma anche di partecipazioni "non strategiche" come il 2,56% di Cassa Depositi e Prestiti.

Così sembra curioso che tornino voci di un interesse da parte di fondi di private equity come Clessidra (che ha subito smentito) e Sator (che sembrerebbe al più valutare se rilevare in tutto o in parte proprio quel 15% che Fondazione Montepaschi si appresta a cedere), già tirati in ballo nel caso di altre operazioni come il salvataggio di Fondiaria-Sai, poi "toccato in sorte" a Unipol, anche in questo caso tra un tripudio di sospiri per il "terribile rischio" riguardo l'"italianità" del gruppo.

Non si capisce infatti cosa c'entri la nazionalità della proprietà con la buona o cattiva gestione di un gruppo finanziario (assicurativo o bancario che sia), visto che non risulta che operatori come Bnp Paribas (presente in Italia dopo aver rilevato Bnl), Credit Agricole (per anni socio strategico in Intesa Sanpaolo e poi uscito ottenendo in dote Cariparma e Friuladria) o Deutsche Bank (che oltre all'omonima rete di sportelli in Italia controlla il gruppo Finanza e Futuro nel settore del risparmio gestito) abbiano mai lesinato prestiti (come non hanno lesinato coperture assicurative Allianz o Axa) a clienti in grado di ottenerli da istituti (o compagnie) italiani.



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