Risanamento/ Zunino fa luce sui dettagli dell’accordo con le banche, mette le holding in liquidazione
| RISANAMENTO CHIUDE IN FORTE RIALZO (+14%) - Seduta all'insegna degli acquisti per Risanamento a Piazza Affari. Il titolo al termine degli scambi mette a segno un balzo del 14% dopo aver guadagnato il 18% sulla scia dell'accordo tra la societa' e la banche sul piano industriale e finanziario. |
Come era già emerso ufficiosamente nel pomeriggio di ieri l’intesa è stata ratificata anche da Intesa Sanpaolo, UniCredit Corporate Banking, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano e Banca Italease (i cui contratti di leasing con Risanamento verranno risolti).
Esso contempla tra le altre intese, l’impegno delle banche, previo acquisto dei diritti di opzione di spettanza delle società Zunino Investimenti, Tradim e Nuova Parva (titolari nel complesso del il 72,971% delle azioni Risanamento Spa) a garantire la sottoscrizione dell’aumento di capitale di Risanamento da 150 milioni di euro, a garantire la sottoscrizione del “convertendo da 350 milioni di euro e a concedere a Risanamento un finanziamento di 272 milioni di euro (con scadenza al 31 dicembre 2014), che Risanamento “potrà utilizzare, in caso di necessità, per il rimborso (alla scadenza ovvero in via anticipata) del prestito obbligazionario convertibile in azioni ordinarie di Risanamento emesso in data 10 maggio 2007 per un importo complessivo nominale di 220 milioni con scadenza il 10 maggio 2014”.
Le banche si sono impegnate a liberare integralmente l’aumento di capitale (fino a 130 milioni in denaro e per la parte successiva a scelta di ciascuna banca in denaro o mediante compensazione volontaria di crediti non ipotecari vantati dalle banche stesse nei confronti di Risanamento) e a liberare integralmente il convertendo (mediante compensazione volontaria con i crediti non ipotecari vantati dalle banche stesse nei confronti di Risanamento). Il prezzo di emissione dei titoli Risanamento nell’ambito dell’aumento di capitale sarà di 0,45 euro per azione, mentre quello del convertendo “non potrà in ogni caso essere superiore a 1,2 euro per azione”.
Convertendo che frutterà alle banche un l’interesse annuo lordo del 3% per gli interessi che matureranno durante i primi 36 mesi dalla data di emissione e del 4% per gli interessi che matureranno nel successivo periodo sino alla data di conversione nel capitale ordinario di Risanamento. L’accordo prevede inoltre la risoluzione dei contratti di leasing tra Risanamento e Banca Italease e “ulteriori intese finalizzate alla razionalizzazione e al riequilibrio dell’indebitamento finanziario, chirografario e ipotecario, del gruppo Risanamento”.
Subito dopo Zunino ha riunito le assemblee di Zunino Investimenti Italia Spa, Nuova Parva Spa e Tradim Spa che, approvato a loro volta il piano di ristrutturazione del debito della società e l’accordo con le banche, “hanno approvato lo scioglimento e la messa in liquidazione delle società”. Liquidatori, secondo alcune voci, dovrebbero essere stati nominati Matteo Tamburini, socio fondatore dello Studio Gnudi e associati, Maurizio Dallocchio, professore della Bocconi, ed un terzo professionista (circola il nome di un architetto con studio a Lugano).
Prossime tappe del salvataggio del gruppo immobiliare “too big to fail” per i bilanci dei suoi creditori sono ora l’esenzione, da parte della Consob, dell’obbligo di Opa per le banche (destinate a salire all’80% di Risanamento post convertendo) e il rigetto da parte del Tribunale fallimentare di Milano dell’istanza di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica. Sempre che nel frattempo non si registri qualche ulteriore novità da parte dello stesso Zunino, visto in mattinata entrare nella sede della Banca Leonardo di Gerardo Bragiotti, advisor di Risanamento nella stesura del piano di salvataggio.
Luca Spoldi



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