Casi e casini di Borsa/ Risanamento: per il Cda il 2010 sarà migliore dell’anno precedente, la Borsa ci crede
Risanamento in spolvero a Piazza Affari stamane, col titolo che guadagna oltre il 2% a 32 centesimi di euro per azione dopo il via libera del Cda alla semestrale al 30 giugno, chiusa con una perdita consolidata di 64,5 milioni di euro, in “sensibile riduzione” rispetto al 30 giugno 2009 (quando la perdita era stata pari a 171 milioni di euro). I consiglieri, riunitisi ieri sotto la presidenza dell’avvocato Vincenzo Mariconda, hanno preso atto dell’accantonamento di 80 milioni di euro nelle controllate Milano Santa Giulia e Milano Santa Giulia Residenze per potenziali costi di bonifica dopo i provvedimenti presi dal Tribunale di Milano lo scorso luglio, nonché di svalutazioni per complessivi 56 milioni di euro effettuate a seguito dell’aggiornamento dei valori del portafoglio immobiliare al 30 giugno 2010 rispetto al 31 dicembre 2009.
Alla luce di quanto sopra il Cda ha preso atto che esistono “i presupposti previsti dall’art. 2446” del Codice Civile (riduzione del capitale di oltre un terzo a seguito di perdite) ed ha deciso di riconvocarsi per il prossimo 23 settembre “al fine di esaminare ed approvare una situazione patrimoniale civilistica aggiornata da sottoporre ad una convocanda assemblea alla quale, previa integrale copertura delle perdite, verrà riformulata la proposta di rafforzamento patrimoniale della società”.
Si va insomma verso un aumento di capitale (che dovrebbe vedere l’emissione di massime 333.346.296 azioni ordinarie, per un controvalore di 150 milioni, incluso il sovrapprezzo), operazione che però slitterà rispetto alle previsioni iniziali che parlavano del lancio entro fine settembre. Stante la conferma da parte dell’advisor Leonardo & Co. della sostenibilità del piano finanziario 2009-2014 approvato il 2 settembre 2009, “tenendo anche conto degli effetti finanziari della vendita dell’area Falk, la cui esecuzione è contrattualmente prevista entro il 30 settembre 2010” e dato che le banche creditrici hanno riconfermato la volontà di dare esecuzione a tutti gli impegni presi in relazione al rafforzamento patrimoniale del gruppo, non di dovrebbero essere sorprese.
Così agli uomini di Piazza Affari non resta che godersi la previsione di un risultato atteso per l’esercizio 2010 che “dovrebbe evidenziare un miglioramento rispetto a quello conseguito nel precedente esercizio”, chiusosi con 255 milioni di perdita netta (48,3 milioni circa di perdita operativa) a fronte di un valore della produzione di poco superiore ai 120 milioni di euro, di un patrimonio immobiliare a bilancio per oltre 2,87 miliardi (già ridottosi a poco meno di 2,49 miliardi a fine giugno) e di una posizione finanziaria netta negativa per 2,86 miliardi circa (2,66 miliardi circa a fine giugno scorso).
Luca Spoldi



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