Risanamento/ Le banche firmano il piano di salvataggio
![]() Luigi Zunino |
Capitali che il gruppo dovrà rendere alle banche (la cui quota nel capitale di Risanamento è destinata a salire fino all’80% post convertendo) dismettendo nei prossimi mesi l’ex area Falck, il portafoglio di trading e cercando un partner di minoranza per proseguire nello sviluppo del complesso in edificazione nell’area di Santa Giulia.
A questo punto l’ultima parola spetta alla Consob, che secondo indiscrezioni di questi giorni aveva condizionato il proprio benestare all’esenzione dall’Opa per le banche creditrici alla sottoscrizione, appunto, del piano di salvataggio.
Detto fatto, i cinque principali creditori italiani (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco Popolare, Bpm e Montepaschi) risolte le ultime schermaglie in merito alla ripartizione degli impegni e alla necessità di prestare la garanzia sul bond hanno fatto giungere il loro assenso a Zunino, recatosi oggi presso la sede dello studio Lombardi-Molinari di Milano per incontrarli insieme al presidente di Risanamento, Vincenzo Mariconda, al vicepresidente Umberto Tracanella e al “superconsulente” Salvatore Mancuso, da molti indicato come “commissario de facto” delle banche e possibile nuovo amministratore delegato del gruppo, in alternativa ad altri manager come Massimo De Meo (ex numero uno di Beni Stabili).



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