Risanamento/ Corsa contro il tempo delle banche per evitare il fallimento

Lunedì, 20 luglio 2009 - 09:16:00

Risanamento/ Zunino indagato per bancarotta in via d'urgenza

Risanamento: il pm di Milano chiede il fallimento

Banche e mattone/ La crisi di Zunino offre l'ennesima conferma dei limiti del capitalismo "all'italiana"

Crack mattone/ Anche il Financial Times si occupa delle vicende di Zunino

Rumors 1/ Sempre più serrato il pressing di Passera sulla Moratti: Intesa vuole convincere il comune di Milano a spostare la cittadella della giustizia nell'area-Zunino...

Rumors 2/ A Milano tra i broker stamattina non si parla d'altro: chissà quante saranno le 'Risanamento' in lista d'attesa...

Corsa contro il tempo per evitare il fallimento. Dopo un fine settimana fitto di incontri, cominciano con il board d'urgenza di oggi i dieci giorni decisivi per il destino di Risanamento. Il 29 luglio si terrà infatti l'udienza davanti al Tribunale fallimentare di Milano.

Al lavoro ci sono soprattutto le banche creditrici legate a doppio filo a Luigi Zunino. Gli istituti (in testa Intesa, Unicredit, Banco Popolare e Bpm) hanno infatti finanziato sia Risanamento (tre miliardi di debiti) sia le holding di famiglia che la controllano (si parla di un miliardo di debiti). Ecco perché l'obiettivo ora è quello di evitare che i crediti in questione si trasformino in sofferenze. In ballo ci sono almeno 2,6 miliardi di prestiti bancari, cui vanno aggiunti i 220 milioni del bond in scadenza nel 2014.

Per questo oggi sul tavolo del cda c'è proprio il piano di salvataggio della società da presentare nell'udienza del 29 luglio. Non solo: in discussione c'è anche la posizione dello stesso Zunino, oggetto di indagini per aggiotaggio, bancarotta e accertamenti sul possibile falso in bilancio, a cui potrebbero essere chieste le dimissioni dalle cariche di presidente e a.d. a favore di un amministratore 'di garanzia'.

Quanto al piano, a cui stanno lavorando gli advisor Banca Leonardo e Salvatore Mancuso, le indiscrezioni parlano di un’iniezione di liquidità pari a 110 milioni e di una serie di dimissioni: candidata numero uno, l’area Falck di Sesto. Le banche, inoltre, sarebbero pronte a convertire in azioni parte dei loro crediti, e a rivedere le scadenze del debito.

Tra i gioieli di Zunino, detenuti da Risanamento e le tre holding (Tradim, Nuova Parva e Zunino Investimenti Italia), ci sono i due progetti milanesi di Santa Giulia, a Rogoredo, e dell’ex Falck, a Sesto San Giovanni che costituiscono circa il 60% dell’intero patrimonio del gruppo, le verie proprietà a Parigi e l’immobile di New York in Madison Avenue, oltre a una serie di partecipazioni minori, sparse tra la Lombardia, Roma, il Piemonte, la Liguria e l’estero.

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