Ripresa, banchieri centrali ottimisti. Ma Draghi...

Martedì, 15 settembre 2009 - 18:59:00

Mario Draghi
Mario Draghi
Ben Bernanke e Mario Draghi, rispettivamente presidente della Federal Reserve e governatore della Banca d'Italia, diffondono messaggi incoraggianti sullo stato di salute delle economie dei propri Paesi.

"C'è un forte accordo sul fatto che l'economia Usa sia in ripresa", ha detto infatti l'economista di Princeton, sottolineando come "tecnicamente è molto probabile che la recessione sia finita", il terzo trimestre si chiuderà - ha detto Bernanke - con un Pil in crescita. La disoccupazione - ha però avvertito rispondendo ad alcune domande dalla platea - sarà lenta a diminuire.

Nel corso dell'intervento Bernanke ha ribadito, leggendo lo stesso discorso, quanto affermato lo scorso 21 agosto a Jackson Hole e cioè che l'economia mondiale ha evitato il peggio e ora inizia a emergere dalla recessione: "Le prospettive a breve termine per un ritorno alla crescita sono buone". La ripresa però "all'inizio sarà lenta". E poi restano ancora da affrontare "sfide cruciali". "Anche se abbiamo evitato il peggio, molte sfide ancora ci attendono. L'attività economica - aveva detto Bernanke in Wyoming - sembra stabilizzarsi sia negli usa sia fuori e le prospettive di un ritorno alla crescita nel breve termine sembrano buone".

Anche Mario Draghi negli ultimi mesi sono stati registrati "segnali incoraggianti" e i mercati stanno tornando alla normalità, sebbene restino delle sfide all'orizzonte, tra le quali la debolezza del flusso di credito. Al vertice del Financial Stability Board, da lui presieduto, Draghi ha spiegato che si e' discusso della necessità di un coordinamento delle 'exit strategy' dai piani di stimolo, una volta che saranno state elaborate e ha poi sottolineato l'importanza di non abbassare la guardia sulle riforme. 

Infine il banchiere si è soffermato sulle problematiche del credit crunch, ''su cui non ci sono chiare evidenze nell'Eurozona'', ma l'offerta di credito ''resta debole, specialmente verso le piccole imprese''. Alle autorita' nazionali il compito di ''continuare ad implementare le riforme'' mentre il sistema finanziario deve utilizzare ''gli utili per rafforzare il capitale'' e conseguentemente la capacita' di erogare credito.

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