Rinnovabili/ Solare, parte la rivoluzione Marcegaglia. Addio silicio: i vetri producono energia
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L’industria sarebbe nata sotto gli auspici (e i contributi) del Ministero dell’Ambiente e della Regione Lombardia che anch’essa vi avrebbe investito dei soldi se non altro per competenza territoriale. Punto di riferimento era allora il Gruppo Marcegaglia che però interpellato più e più volte non forniva ulteriori dettagli sulla “prossima” apertura dello stabilimento.
La nuova tecnologia e' stata presentata ufficialmente nel corso di un convegno organizzato dal Ministero dell'Ambiente e dedicato ai progetti innovativi co-finanziati dal Ministero in alcuni paesi del Mediterraneo: Israele, Egitto, Tunisia, Algeria e Marocco.
I ''film sottili'', che già vengono prodotti in Cina Usa Germania e Danimarca sono formati da una pellicola trasparente simile a quella per gli alimenti, chiusa fra due lastre di vetro. La pellicola, a base di telloruro di cadmio, colpita dai raggi del sole produce elettricita'. Rispetto alle tradizionali celle fotovoltaiche al silicio, il film sottile costerebbe la meta almeno mentre i nuovi pannelli della Arendi dovrebbero migliorare l’efficienza, che fino ad ora sarebbe stato il tallone d’Achille della tecnologia del film sottile, essendo leggermente inferiore ai pannelli tradizionali in silicio.
Il risultato finale e' un costo di produzione dell'elettricita' inferiore a uno o due euro per watt contro quello delle celle al silicio che e' sui tre- quattro euro per watt. I film sottili sono gia' utilizzati in Germania e California. Quelli sperimentati dall'Italia pero' sono un brevetto dell'Universita' di Verona, che avrebbe migliorato ancora l'efficienza e ridotto i costi per produrli. I pannelli sono stati sperimentati nei paesi mediterranei del Maghreb e del Medio Oriente. Quindi, e' stata avviata la produzione industriale, affidata alla lombarda Marcegaglia Energy. I primi modelli dovrebbero essere sul mercato entro la prima metà del 2009. Le possibilita' di utilizzo sono vastissime.
I film sottili possono essere usati come vetri di finestre, oppure posti sulle facciate o sui tetti dei palazzi. Secondo le previsioni almeno il 20% di tutto il fotovoltaico nel mondo si avvarrà di questa tecnica entro il 2020. Nel corso del convegno e' stata presentata anche un'altra tecnologia di utilizzo dell'energia solare, quella ''a concentrazione'', sperimentata soprattutto in Israele. I pannelli in questo caso si limitano a raccogliere il calore, che produce vapore acqueo. Quest'ultimo puo' essere usato per produrre energia attraverso piccole turbine, oppure, con apposite tecnologie, per riscaldare o raffreddare gli ambienti, facendo risparmiare elettricita'. Ma questo potrebbe essere solo l’inizio.
La Stm, infine, sta studiando da tempo un prototipo di una nuova cella solare che sarebbe pronta per la produzione entro la fine del 2009. Questa scoperta si avvale dell’utilizzo che del materiale plastico che costa molto meno, fino a dieci- venti volte addirittura, dicono, del normale silicio.
Le cifre: un singolo watt prodotto da una cella solare con il nuovo materiale costerebbe circa 0,35 dollari (0,20 euro), mentre oggi un watt prodotto da una cella solare al silicio ne costa come detto non meno di 5 dollari (cioè 4 euro). E non stupisce affatto che queste innovative scoperte arrivino proprio dal nostro Paese, che sembra riconosciuto da tutti possa rappresentare sempre più, ora e in futuro, il paese maggiormente fertile in Europa per lo sviluppo del fotovoltaico, politiche ambientali del governo permettendo.
Vincenzo Caccioppoli



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