Crescita/ Entro il 2016 saranno 47 milioni i milionari in dollari. La spinta maggiore verrà dall’Asia-Pacifico

Mercoledì, 19 ottobre 2011 - 14:51:21

Che sia l’Asia la regione che dominerà economicamente il ventunesimo secolo è stato detto e scritto da più parti, l’ennesima conferma giunge oggi dal secondo Global Wealth Report elaborato dal Credit Suisse Research Institute, secondo cui la regione dell’Asia-Pacifico è ha complessivamente generato il 36% della ricchezza mondiale dal 2000 a oggi, ovvero il 54% se si considera il periodo dal gennaio 2010 a fine giugno scorso, in cui complessivamente la ricchezza planetaria è aumentata del 14%, passando da 203 a 231 triliardi di dollari.

Ricchi (“high net worth individual”, o hnwi, individui che possiedono un patrimonio di almeno un milione di dollari) sempre più ricchi e sempre più localizzati in Asia e nei paesi emergenti, dunque: la ricchezza pro capite, ad esempio, è cresciuta dal gennaio 2010 al giugno scorso del 9% passando dai 46.600 dollari a 51.000 dollari, con un ritmo di crescita più sostenuto registrato in America Latina, Africa e Asia. Gli Usa, che negli ultimi 18 mesi hanno generato 4.600 miliardi di dollari, sono tuttora la principale fonte di ricchezza a livello mondiale, ma dall’Asia-Pacifico, soprattutto grazie ai capitali accumulati da Cina, Giappone, Australia e India, va il merito di aver generato una quota crescente di ricchezza mondiale.

Così scorrendo la classifica per paesi alle spalle degli Usa si nota la Cina, che negli ultimi 18 mesi ha visto crescere la  propria ricchezza di 4.072 miliardi di dollari, davanti al Giappone (3.805 miliardi), al Brasile (1.870 miliardi), all’Australia (1.855 miliardi), all’India (1.272 miliardi), al Canada (865 miliardi), alla Svizzera (735 miliardi), alla Francia (684 miliardi) e al Messico (551 miliardi). A ridosso della “top ten” si notano il Regno Unito (che ha saputo creare 514 miliardi di nuova ricchezza) e la Germania (461 miliardi), poi via via paesi come Corea, Indonesia, Svezia, Taiwan, Sudafrica, Singapore, Colombia e Norvegia, con valori tra i 421 e i 218 miliardi di nuova ricchezza.

Del tutto assente l’Italia, paese in cui la crescita economica complessiva è del resto assente da una quindicina d’anni ed in cui anche i ricchi se non piangono certo sorridono meno dei loro colleghi esteri.  Dal rapporto emerge anche che pur rappresentando meno dell’1% della popolazione mondiale adulta, i 29,7 milioni di individui con un patrimonio privato superiore ad un milione di dollari possiedono il 38,5%
della ricchezza delle famiglie a livello globale.

Largamente battuta quanto a crescita, l’Europa resta col 37,2% dei milionari nel mondo il continente più “popolato”, davanti agli Stati Uniti (col 37%), mentre nell’Asia-Pacifico il primato, senza sorpresa alcuna, rimane appannaggio del Giappone (dove vive l’11% dei milionari al mondo, ovvero 3,1 milioni di persone), davanti all’Australia e alla Cina (entrambi paesi in cui vive “solo” un milione di ricchi, pari al 3,4% complessivo a livello globale). Ma siccome c’è sempre qualcuno più ricco di tutti gli altri, gli analisti del Credit Suisse precisano nel rapporto che al mondo esistevano a fine giugno 84.700 “Ultra-high net
worth individual, o Uhnwi, con un patrimonio netto personale di oltre 50 milioni di dollari.

Di questi 29.000 possiedono attivi pari ad almeno 100 milioni di dollari e in 2.700 casi di oltre 500 milioni: in questo caso sono ancora gli Stati Uniti a guidare la classifica degli “ultra ricchi” con 35.400 Uhnwi (il 42% del totale mondiale), seguiti ma con notevole distacco da Cina (5.400 Uhnwi, il 6,4% del totale mondiale), Germania (4.135, il 4,9%), Svizzera (3.820, il 4,5%) e Giappone (3.400, il 4%). Anche nel caso degli “ultra ricchi” i protagonisti di questi ultimi anni sono comunque i paesi del Bric: nel giugno scorso se ne contavano già 1.970 in Russia, 1.840 in India e 1.520 in Brasile.

Anche in questo caso dell’Italia, manco a dirlo, non vi era traccia nelle classifiche: per trovare il Belpaese occorre scendere fino all’ottavo posto della classifica mondiale per ricchezza media pro-capite al giugno 2011, dove con 259.826 dollari i “ricchi” italiani mostravano un incremento di ricchezza di appena lo 0,7% dal  gennaio 2010 e si vedevano superati in classifica dai colleghi svizzeri, australiani, norvegesi, francesi, di Singapore, della Svezia, del Belgio e tallonati dai ricchi di Regno Unito e Giappone (tutti peraltro in grado di accrescere la propria ricchezza media pro-capite tra il 2,8% e il 32,1% nel periodo gennaio 2010-giugno 2011).

Quanto alle previsioni, da qui al 2016 la ricchezza mondiale dovrebbe aumentare del 50% a 345 triliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo pari all’8,4%. Nello stesso periodo, la ricchezza pro capite della popolazione mondiale adulta dovrebbe progredire del 40%, attestandosi a 70.700 dollari. Ancora una volta, però, la parte del leone spetterà alle economie emergenti: secondo le previsioni, entro il 2016 la ricchezza della Cina e dell'Africa metterà a segno un incremento di oltre il 90%, raggiungendo rispettivamente quota 39.000 e 5.800 miliardi di dollari, mentre il dato riferito all’India e al Brasile dovrebbe più che raddoppiare a 8.900 e 9.200 miliardi di dollari.

Nel complesso da qui ai prossimi cinque anni il numero dei milionari nel mondo dovrebbe aumentare di 17 milioni a un totale di 47 milioni ed anche su questo fronte le economie emergenti sembrano destinate a guadagnare parecchio terreno rispetto alle nazioni sviluppate. Insomma, se volete far fortuna forse non è il caso che rimaniate più a lungo in Italia. Ma anche questo lo si era capito già da tempo.

Luca Spoldi

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