Retroscena/ Così Chiamparino è stato mollato da Bersani…

Lunedì, 3 maggio 2010 - 16:20:00

Filippo Penati
Filippo Penati
Alla grande festa che sabato 24 si è tenuta al teatro La Scala di Milano per il 65mo anniversario della Liberazione, qualcuno ha notato una curiosa coincidenza. Mentre il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rievocava lo spirito che animò i Costituenti, in fondo in fondo alla sala due noti personaggi confabulavano tra di loro senza prestare attenzione alle pregevoli parole del Capo dello Stato.

Chi erano? Il presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, e il capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani, Filippo Penati, che avevano scelto due posti appartati in fondo alla sala, tra poltrone semivuote, e snobbato le sedute centrali accanto a Silvio Berlusconi, Letizia Moratti, Roberto Formigoni, Rosy Bindi etc...

I due avevano evidentemente cose molto importanti da dirsi, visto che noncuranti dell'avvenimento hanno chiacchierato a lungo. Di cosa parlavano? Se lo sono chiesti in molti. E la risposta più gettonata finora era stata: parlavano di Palazzo Marino, della candidatura di sinistra da contrapporre a quella di Letizia Moratti (e si sa che Penati potrebbe essere uno dei favoriti).
 

Banca Intesa Giovanni Bazoli
Giovanni Bazoli
Ma, alla luce degli accadimenti successivi, si fa strada un'altra ipotesi. E cioè che Bazoli probabilmente voleva avvisare i vertici del Pd (e Penati è un ottimo canale) che il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, avrebbe irrimediabilmente perso la sua 'battaglia' per la torinesità di Intesa Sanpaolo e che assieme al suo favorito per il Consiglio di gestione (quel Domenico Siniscalco che qualche giorno fa ha ritirato la disponibilità proprio per la mancanza di consenso sulla sua persona) sarebbe stato 'sacrificato' ad altri e più importanti interessi del primo istituto di credito italiano.

A Penati, insomma, è spettato l'importante compito di fare da ambasciatore della scelta della banca presso il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che ha evidentemente accettato di sacrificare  il battagliero sindaco. La prova? La caduta di Siniscalco, le proteste e gli attacchi ai poteri forti di Chiamparino e i siluri contro quest'ultimo partiti dal vertice del Pd per bocca dell'uomo dell'economia, Enrico Letta.

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