Retroscena/ La mano di Bazoli dietro l'affondo a Geronzi del CorSera
Che cosa c'è dietro il lungo articolo del Corriere della Sera su Mediobanca firmato da Massimo Mucchetti che, con tanto di richiamo in prima pagina, non dice assolutamente nulla di nuovo, né offre spunti per scenari interessanti? Se lo sono chiesti in molti stamattina leggendo il quotidiano di Via Solferino, sempre più incuriositi dall'equilibrismo di Ferruccio De Bortoli che questa volta ha dato il via libera nientemeno che a un piccolo attacco a Cesare Geronzi. 
Giovanni Bazoli
Il pezzo di Mucchetti, che parte dall'appuntamento di domani con l'assemblea di Mediobanca, si conclude proprio con una frecciatina al presidente di Piazzetta Cucia. E chi mai avrà voluto colpire il potentissimo banchiere di Marino?
Un'ipotesi molto interessante che circola nel Palazzo assicura che a parlare attraverso quelle colonne del CorSera sia proprio Giovanni Bazoli. Il presidente di Intesa SanPaolo, infatti, attualmente numero uno lo è solo per modo di dire, visti i problemi che ha con il suo numero due, sempre più autonomo e bipartisan, Corrado Pasera. Ecco allora che per far sentire la sua voce alza i toni più che può, ben sapendo che l'attacco a un inattacabile non genera vendette ma solo confusione.
![]() Cesare Geronzi |
La posizione del banchiere bresciano, infatti, appare in questo periodo parecchio confinata nell'ombra, a causa della sempre maggiore importanza che va conquistando sia nel centrosinistra sia nel centrodestra (vedi il caso Alitalia, ma non solo) Corrado Passera. Non solo: più tonica di quella di Bazoli appare in questo momento persino la posizione di Micciché.
E così, il direttore del Corriere, uomo di grandi equilibri che usa gli editorialisti in prima pagina per sostenere tante tesi opinabili ma a loro modo sensate, questa volta ha deciso di lasciare che Mucchetti si facesse portavoce del 'ci sono anch'io' di Bazoli. (Quello stesso Mucchetti che qualche settimana fa ha firmato lo schiaffo a Fiat via Fideuram).
Certo, diverso sarebbe stato se questo tipo di attacco (ma allora né la firma né il tono del pezzo sarebbero stati questi) fosse venuto dal coté torinese. Peccato però che in questo momento i piemontesi siano molto più sintonici con Geronzi che con Bazoli.



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