Retroscena Alitalia/ E chi l'ha detto che siamo ancora interessati? Ecco come la pensano i soci Cai

Lunedì, 22 settembre 2008 - 16:57:00


Roberto Colaninno
Tutti a pregare Epifani o a cercare di convincere l'Anpac. E intanto da parte loro, Colaninno e soci, quello che avevano da dire l'hanno detto con la nota a fine assemblea quando hanno deciso di ritirare l'offerta. Da allora più nessuna dichiarazione ufficiale. Ma a sentire l'aria che tira oggi tra i 18 imprenditori messi insieme da Corrado Passera si respira ancora delusione e disillusione.

Gli insulti lanciati durante i giorni di trattativa ("Buffoni", "Furbetti del quartierino", "Avvoltoi") bruciano infatti a molti di loro. Tanto che se Anpac e Cgil dovessero fare marcia indietro e accettare così com'è la proposta della Cai, non è scontanto che sarebbero tutti lì pronti a ripresentarla.

Anzi. Formalizzata la richiesta dei rappresentati dei lavoratori, il presidente Roberto Colaninno dovrebbe riconvocare l'assemblea perché deliberi (all'unanimità o a maggioranza) la riformulazione dell'offerta. E qui inizierebbero i problemi.

Secondo fonti interne alla cordata, infatti, molti imprenditori sarebbero più propensi a gettare la spugna che a riprovarci. Colpa, dicono, della solita cultura anti-imprenditoriale italiana sempre pronta a vedere del marcio in chi si spende (non solo in senso metaforico) per un progetto industriale difficile.

E così, dei 18, più di uno potrebbe ripensarci. Di dichiarazioni, per carità, nessuna: non è il momento. Ma soci come Emilio Riva, abituati a fare impresa senza doversi sentire nell'occhio del ciclone, sarebbero pronti a lasciar perdere. E poi le voci di conflitto di interesse, di responsabilità penali... tutte quelle accuse espilicite o solo accennate (e poi puntualmente smentite) hanno minato forse irreparabilmente il lavoro di Passera.

Lo stesso Colaninno, per esempio, farà sicuramente più fatica a trovare i 150 milioni che ha promesso di versare nella nuova società, dopo il fallimento della sua banca finanziatrice Lehman Brothers. Certo, non è lui uno di quelli più propensi a lasciar perdere, ma come dergli torto se dopo un dietrofront dei sindacati non dovesse metterci più l'impegno di prima?

E sbaglia chi vede nel non scioglimento della Cai Spa un segnale positivo. La società potrebbe decidere di impegnarsi in altro: i nodi della stessa vicenda Alitalia, per dirne una, sono tanti (AirOne, Linate...) e potrebbero essere interessanti.

Insomma, l'unica certezza è che Cai non ha mai detto no ad un eventuale ripresentazione dell'offerta. Ma sbaglia chi dimentica che il boccino non ce l'hanno in mano solo i sindacati.

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