La recessione? Che stress
Di Giuseppe Morello
Occhi iniettati di stress, gente che ciondola per casa depressa o perché non può dormire. Molto più che il portafogli questa crisi ha colpito le menti, facendo tornare paure di povertà sepolte. Prima del conto corrente ha addentato la psiche, più che svuotare il frigo ha inaridito le speranze. Questo ci dice la ricerca della Doxa sugli effetti della crisi in 22 paesi, dalla quale si capisce che la crisi non è solo un fatto materiale ma uno stato mentale di disagio che nella dimensione psicologica può essere più grave della reale perdita di reddito, mettendo a nudo le nostre fragilità e riesumando i nostri incubi.
Siccome la percentuale degli ansiosi da crisi è largamente superiore a quella dei veri poveri, è chiaro che non è tanto l’economia ad essere in crisi ma noi.
Ora comunque pare che in quasi tutti i paesi l’ottimismo stia tornando: cresce la fiducia, si intravede la luce in fondo al tunnel e in molti hanno ricominciato a non svegliarsi di soprassalto madidi di sudore dopo aver sognato il direttore di banca che ti chiede di rientrare dallo scoperto. L’anno prossimo tra l’altro le economie dovrebbero tornare a crescere. Meno male, perché altrimenti le percentuali di isterici e depressi in circolazione rischia di diventare insopportabile.
In Italia le cose sono un po’ differenti. Sono ancora molti i pessimisti, ma è anche vero che a differenza di altri paesi nessuno è finito in analisi e la stragrande maggioranza dorme e non si è fatta travolgere dalla paura. Insomma strafottenti come sempre, gli italiani, forse perché consapevoli che i soldi non fanno la felicità e che ci sono molte cose più importanti. Il guaio è che costano un sacco di soldi.



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