Rally greggio/ Il petrolio scende sotto i 120 dollari al barile
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Poco più di cinque giorni fa, i prezzi erano scesi fino a un minimo di 120,42 dollari e poi hanno ripreso a crescere, sulla spinta delle preoccupazioni per il programma nucleare iraniano e per un nuovo uragano nel Golfo del Messico.
L'altalena di oggi del prezzo del greggio rivela, sempre più che le fluttuazioni sono dovute soprattutto a fattori strutturali, come la crescente richiesta di Cina e India e solo in minima parte alla speculazione. Additata come principale fattore di turbamento dei mercati da parte del ministro italiano dell'Economia Giulio Tremonti e del presidente francese Nicolas Sarkozy.
Secondo gli analisti americani, inglesi e alcuni membri della Commissione Europea, la speculazione sui future, in realtà pesa solamente per il 10% del prezzo del greggio. Mentre il prezzo è ancorato a uno zoccolo duro di 100/110 dollari al barile. Il greggio, quindi, secondo gli osservatori, continuerà a oscillare fra i 110 e i 130 dollari al barile. Un livello che il nuovo ministro giapponese dell'Energia, Toshihiro Nikai, ha definito "abnorme" (il Giappone e' il terzo consumatore mondiale di energia). Nikai fa parte della nuova infornata di ministri decisa dal premier Yasuo Fukuda nel rimpasto di venerdi' scorso e ha preso il posto di Akira Amari.



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