Quattroruote/ GM all'attacco: blitz contro Toyota. Piano di incentivi per i clienti delusi. Tokyo richiama le auto anche in Europa e Cina
Il colosso di Detroit prova a ritornare al vertice della classifica dei costruttori mondiali di auto: General Motors, infatti, ha appena dato il via ad una nuova campagna di incentivi indirizzata agli oltre due milioni di clienti Toyota, i cui veicoli sono stati ritirati dal mercato per difetti di costruzione. Il piano interesserà la maggior parte dei modelli Chevrolet, Buick, Cadillac e GMG.
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Quello di General Motors, costruttore leader del mercato fino al 2007 ma che poi ha dovuto passare lo scettro proprio ai giapponesi, è un vero e proprio blitz. Solo lunedì, infatti, Toyota aveva annunciato l'interruzione della vendita di otto modelli, già oggetto di richiami la scorsa settimana per possibili difetti ai pedali dell'acceleratore. Non solo: il marchio ha appena deciso di stoppare le relative produzioni proprio negli impianti americani e canadesi, a partire dalla prima settimana di febbraio e probabilmente per cinque settimane. I modelli in oggetto sono le Toyota Camry, Rav4, Corolla, Matrix, Sequoia, Tundra, Avalon e Highlander. Gli esperti calcolano che la sospensione della produzione in Nord America costerà circa 550 milioni di dollari al mese. Un'occasione d'oro servita quasi su un piatto d'argento per gli americani che hanno subito messo a punto un'aggressiva campagna di mercato (oltre agli incentivi potrebbero arrivare anche una serie di sconti).
C'è di più. Secondo quanto riporta il quotidiano nipponico Kyodo News, Toyota ha esteso i richiami dei suoi modelli più importanti anche all'Europa e alla Cina. La società giapponese non ha ancora ufficializzato quante auto dovrà richiamare nel Vecchio Continente, ma si calcola che potrebbero essere circa 2 milioni. Intanto ritirera' 75.000 vetture dal mercato cinese.
Le difficoltà momentanee di Toyota, circoscritte ad alcuni modelli della casa giapponese (che gli sono costate però il CreditWatch negativo di Fitch sul rating del debito), potrebbero avere conseguenze negative per il business dei giapponesi un po' più lunghe del previsto: l'iniziativa di sospendere la vendita da parte del costruttore di Tokyo, infatti, non ha precedenti e mette a rischio l'intera reputazione di affidabilità e sicurezza intorno alla quale Toyota ha costruito la propria immagine. Anche Ford si era beneficiata nei giorni scorsi dello stop di Toyota: lunedì, alla vigilia dei risultati trimestrali, il titolo della seconda delle Big Three aveva portato a casa oltre il 3% sulla notizie arrivate da Tokyo.
Andrea Deugeni



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