Prysmian/ Al via l'Opas su Draka. I cinesi si ritirano
I cinesi di Xinmao Group hanno ritirato la loro offerta sull'olandese Draka, spianando cosi' la strada all'Opas lanciata da Prysmian. "Dopo attente considerazioni, Xinmao ha purtroppo dovuto concludere che la sua intenzione di fare un'offerta per Draka non e' piu' realizzabile", ha scritto il gruppo cinese in una nota.
Prysmian, che ha lanciato oggi la sua offerta pubblica di acquisto e scambio, annunciata lo scorso novembre, non ha dunque piu' concorrenti per l'acquisizione di Draka, che dovrebbe avvenire ad un valore implicito di 17,2 euro per azione, parte in contanti e parte in titoli, per una valutazione complessiva poco superiore agli 800 milioni.
La notizia ha fatto balzare ulteriormente il titolo Prysmian a Piazza Affari, che chiude le contrattazioni con un guadagno del 9,20%. Percorso inverso invece per le azioni di Draka sull'indice Aex ad Amsterdam.
Si sgonfia cosi' la speculazione che aveva interessato le azioni di Draka dopo il rilancio cinese, che valutava la compagnia un milione di euro. A questo punto l'operazione di Prysmian dovrebbe andare a buon fine, anche perche', oltre ad aver ricevuto il via libera sia dal Consiglio di gestione che da quello di sorveglianza del gruppo olandese, che "sostengono pienamente l'offerta" e "hanno raccomandato all'unanimita' ai propri azionisti l'adesione", ha "l'impegno irrevocabile" all'adesione da parte dell'azionista di maggioranza di Draka (Flint, che rappresenta il 48,5% del capitale sociale della societa').
I soci di Draka, al termine dell'offerta, avranno in portafoglio il 15% circa del capitale del gruppo che uscirebbe dall'acquisto dell'azienda olandese da parte di Prysmian. L'ex Pirelli Cavi, spiega la nota relativa al lancio dell'Opas, con questa operazione "sarebbe un nuovo 'leading player' di mercato nell'industria mondiale dei cavi e sistemi per l'energia e le telecomunicazioni", opererando in piu' di 50 Paesi, con oltre 90 stabilimenti produttivi e 20 mila dipendenti.



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