Caro-spesa/ Ecco dove si possono risparmiare 2mila euro

Martedì, 16 settembre 2008 - 15:08:00

Caro-vita/ Bene le sottomarche di pasta, bocciate le uova bio: ecco le 10 regole d'oro per risparmiare sulla spesa alimentare
La farina Barilla è rincarata in un anno di oltre il 50%; gli spaghetti della stessa marca si presentano a scaffale con un prezzo più alto del 34% rispetto a metà 2007. Riso Scotti Ora Classico +29% e penne De Cecco +20%. Ci si potrebbe consolare con un bicchiere di spumante, il cui prezzo, in un anno, è sceso del 6,4%: non è un genere di prima necessità, però. E' la lista nera dei consumi alimentari stilata da Altroconsumo. Ma selezionando con oculatezza dove fare la spesa si possono risparmiare quasi 2000 euro, sulla spesa alimentare, per l'igiene personale e della casa, per chi abita a Milano, 1050 euro a Roma, 1900 euro a Firenze, 1555 a Parma''.

Altroconsumo ha condotto un'indagine sulle città italiane alle prese con il carovita. Grazie alla concorrenza tra supermercati e iper, che in queste e altre città, come Verona, La Spezia, Brescia, Pisa, funziona bene e fa scattare il gioco dei prezzi al ribasso - si legge in un comunicato - il beneficio per i consumatori può essere consistente. Per il ventesimo anno di fila, l'associazione indipendente di consumatori ha tracciato la mappa del dove fare la spesa in 44 città italiane, visitando 657 punti vendita e rilevando 122.000 prezzi. Firenze risulta la piazza più conveniente.

Maglia nera dell'indagine Reggio Calabria, dove la spesa alle famiglie costa ben il 32% in piu' che nel capoluogo toscano. Potenza e Aosta seguono a ruota, con prezzi più cari del 30%. Modalita' dell'inchiesta ormai rodate: fatta la spesa con due ipotetici carrelli, cioè due panieri di spesa-tipo, il primo con prodotti confezionati di marca e freschi, il secondo, piu' attento al portafogli, scegliendo solo il primo prezzo, dunque considerando anche gli hard discount. Stilati degli indici di convenienza a base 100, conferito alla città più conveniente per la spesa-tipo, Firenze, appunto.

Qui, e a Pisa, la concorrenza è da manuale. Da anni Esselunga, Coop e Ipercoop combattono nelle due citta' una guerra a suon di prezzi ribassati, pur di accaparrarsi i consumatori. I risultati: un costo della spesa annua attorno ai 6 mila euro, ben al di sotto della media delle altre citta'. Dove la concorrenza latita, il caro-spesa si fa sentire: la vicina Livorno, per esempio, con una spesa media di 6.677 euro in un anno, dove la forbice dei prezzi tra i punti vendita non varia di oltre il 12%. Male anche Aosta e gran parte delle citta' del sud, tra cui Palermo, Reggio Calabria e Catania.

I dettagli delle 44 città sono disponibili nella guida al Superisparmio, che può essere richiesta telefonando dalle ore 9 alle 19, dal lun al sab, al numero verde 800.90.50.38, oppure consultando il sito dell’associazione www.altroconsumo.it.

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