Portafoglio/ La rata del mutuo aumenta di 20 euro. Pmi: tassi in salita? E' la fine del credit crunch
Cosa comporta la decisione della Banca centrale europea di alzare il costo del denaro? Una nuova stangata anche per le famiglie italiane, ma forse anche qualche piccolo beneficio. Vediamo perché. Come ampiamente previsto, giovedì mattina la Bce ha alzato dall’1% all’1,25% il tasso di riferimento, portando inoltre allo 0,50% e al 2%, rispettivamente, il tasso sui depositi e quello marginale, in tutti i casi aumentando di un quarto di punto ciascuno dei tassi, fermi ormai dal 2009.
Secondo Pietro Giordano, segretario generale vicario di Adiconsum, la decisione “avrà pesanti ripercussioni su famiglie e imprese, particolarmente quelle di piccole dimensioni” in quanto incrementerà ulteriormente ed in misura prevedibilmente analoga i costi dei mutui a tasso variabile. Per fare un esempio concreto un aumento dello 0,25% su un mutuo a 30 anni da 100 mila euro, acceso un anno fa, porterà ad un aggravio di circa 13 euro a rata mensile, per complessivi 4.500 euro di maggiori interessi da qui alla scadenza.
Ovviamente sono fin d’ora prevedibili ripercussioni di diversa entità anche su prezzi dei beni e servizi, sulle tariffe di luce, acqua e gas, nonché sui tassi dei prestiti al consumo. Insomma, preparatevi a metter mano al portafoglio già dalla fine del mese. Per questo il consiglio per chi sta per accendere nuovi debiti (mutui o prestiti di più breve durata che siano) è se possibile di indebitarsi a tasso fisso: il costo è maggiore, ma non correrete rischi in caso di ulteriori nuovi aumenti, che lo stesso numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, ha fatto capire essere all’orizzonte (si parla di almeno altri due rialzi ciascuno dello 0,25% entro la fine dell’anno e non è escluso la manovra possa proseguire l’anno venturo).
Quali vantaggi comporta invece un incremento del costo del denaro? Almeno sotto tre differenti profili. Anzitutto con tassi leggermente più elevati le banche sono invogliate a prestare più facilmente il proprio denaro, sia perché in cambio ottengono maggiori interessi sia perché tassi più elevati sono solitamente presenti a fronte di condizioni macroeconomiche in ripresa, dunque la probabilità che i prestiti erogati generino sofferenze (ossia non vengano restituiti puntualmente in tutto o in parte) diminuiscono. E guadagnare di più rischiando di meno è una cosa che alle banche (e non solo) piace sempre.



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