Portafoglio/ Il mattone sta ripartendo, ma è meglio comprare casa che provare a speculare in borsa
Investire nel mattone ora che la ripresa, sia pure debole e incerta, pare avviata negli Stati Uniti come in Europa? Sì, ma a patto di puntare più sugli immobili che sugli strumenti finanziari ad essi legati. Mentre i prezzi delle case continuano se non a scendere a mantenersi bassi e i tempi medi delle trattative non danno cenno di ridursi, entrambi segni evidenti della persistente debolezza dei principali mercati immobiliari mondiali, i prezzi dei titoli del settore sono ovunque fortemente risaliti rispetto ai minimi in cui erano crollati a inizio marzo. 
Per intenderci: tra le prime 20 città americane 12 registravano a fine agosto un calo dei prezzi superiore al 10% su base annua (con Las Vegas maglia nera con un -29,9%), mentre 8 registravano un calo limitato ad una cifra decimale (con Denver che può già dire di avere virtualmente archiviato la crisi, visto che i prezzi sono solo dell’1,2% in media meno cari di un anno fa). Nel complesso secondo l’indice S&P/Case-Shiller i prezzi delle case nelle 20 maggiori città americane sono saliti ad agosto dell’1% su base mensile ( terzo risultato positivo consecutivo), riducendo il calo medio degli ultimi dodici mesi all’11,3% (dal -13,3% di luglio).
Sia pure con tempi ed intensità diversi questo recupero, che peraltro resta fragile e fortemente dipendente dagli incentivi fiscali (come ha confermato l’ultimo dato delle vendite di nuove case negli Stati Uniti, in calo a settembre del 3,6% mensile a 402.000 unità su base annualizzata), pare stia estendendosi anche all’Asia (a Hong Kong in particolare) e all’Europa (dove da qualche tempo in Gran Bretagna si notano dati incoraggianti).
Ad oltre due anni dall’esplosione della bolla sui mutui subprime ed oltre tre anni dopo i primi scricchiolii del settore immobiliare americano, stiamo dunque per entrare in una fase di inversione di tendenza duratura, in cui il prezzo degli immobili potrà tornare gradualmente a salire, anche se viste le prospettive economiche non c’è da attendersi un recupero immediato e indistinto dei prezzi, né performance a doppia cifra.
Tuttavia se dovete acquistare una prima abitazione questo è probabilmente il momento migliore per farlo, mentre se siete attratti dall’idea di investire nel settore acquistando azioni, Etf o quote di fondi immobiliari, o approfittate subito dello storno dei mercati visto in questi ultimi giorni o rischiate di arrivati tardi, perché su quasi tutti i mercati azionari le quotazioni dei principali gruppi operanti nel settore sono più che raddoppiate rispetto al marzo scorso.
E se difficilmente i prezzi torneranno ai livelli della scorsa primavera, non si può escludere che d’ora in avanti il mercato si faccia più selettivo, punendo duramente quelle società i cui conti non avranno rispettato le attese e premiando invece con ulteriori rialzi chi dimostrerà di essere uscito dalla crisi con maggiore slancio.
Per quanto riguarda il listino di Milano, ad esempio, l’indice FTSE Italia Edilizia, dopo un minimo a quota 19.563,33 segnato lo scorso 13 luglio (dunque con 4 mesi di ritardo rispetto agli indici generali di Piazza Affari), ha assistito ad un primo rally che l’ha portato a toccare quota 27.480,34 lo scorso 19 ottobre (+40,5%) prima di ritracciare sino a quota 24.803,40 (-9,7%). Spazio per ritoccare o anche migliorare i massimi ve ne sarà, ma è difficile dire su quali tempi si potrà registrare un nuovo allungo del 30%-40% a partire da questi livelli.



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