Portafoglio/ Credit Suisse: a Wall Street puntate su sanità ed energia, evitando finanziari e beni di consumo
Secondo gli esperti del Credit Suisse il terzo trimestre dell'anno, appena iniziato, si caratterizzerà negli Stati Uniti per "un ritmo progressivamente più lento della crescita degli utili per azione" e per una crescita della pressione al ribasso sui multipli P/E (prezzo /utili attesi, ndr). Una crescita più lenta degli utili per azione, spiegano gli esperti, è naturale in questa fase del ciclo in cui i costi unitari del lavoro sono in aumento, piuttosto che in stabili, e la crescita dei ricavi sembra essere moderata.
"La nostra aspettativa di più bassi multipli P/E - spiegano gli analisti - si basa sulla considerazione che la i grandi acquisti di asset da parte della Federal Reserve hanno innalzato artificialmente i multipli P/E osservati e ora che il programma di acquisto è terminato (il cosidetto QE2, scaduto il 30 giugno scorso, ndr) i multipli P/E caleranno". Per questo, pur dicendosi "fiduciosi che il mercato azionario degli Stati Uniti finirà l'anno con rendimenti lievemente positivo" gli uomini del broker svizzero vedono "rischi simmetrici attorno al nostro target di 1275 punti per l'indice S&P500 a fine anno".
Un monito da non sottovalutare, dato che al momento l'indice dei primi 500 titoli della borsa americana si trova a quota 1325, col rischio dunque che possa perdere terreno nei mesi a venire rispetto al livello attuale. Per questo selezionare bene settori e titoli sarà fondamentale per chiudere l'anno senza troppi pensieri, secondo gli esperti.



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