Portafoglio/ Tassi di mercato in calo, Bot e Ctz a ruba
Le incertezze dei listini, alle prese con i possibili contraccolpi legati all’esplodere dell’epidemia di influenza suina in Messico, assieme ai primi segnali di miglioramento delle condizioni del credito dopo mesi di iniezioni massicce di liquidità da parte della Federal Reserve e delle principali banche centrali mondiali portano oggi a registrare nuovi ribassi dei tassi in Europa e in Italia.
Già stamane la Banca centrale europea (che molti operatori pronosticano pronta ad operare un nuovo taglio dei tassi ufficiali a maggio) ha confermato, annunciando una nuova operazione swap in valuta a sette giorni dell’ammontare di 25 miliardi di euro, che il programma di tali operazioni, messo a punto in comune con la Banca centrale svizzera, proseguirà almeno fino a fine luglio, notizia che ha contribuito a distendere nuovamente i tassi di mercato, favorendo al contempo un leggero calo dell’euro nei confronti delle principali valute estere.
Così l’Euribor a una settimana è stato fissato allo 0,903% (dallo 0,922% di venerdì), quello a tre mesi, utilizzato come benchmark per i mutui a tasso variabile, all’1,392% (dall’1,40%) e quello a dodici mesi pari all’1,754% (dall’1,764% precedente). Tornano a calare leggermente anche i tassi a lunga scadenza, presi a riferimento per i mutui a tasso fisso di pari durata, con l’Irs lettera a 5 anni che oscilla al 2,749% (dal 2,791% della vigilia), quello a 10 anni al 3,456% (dal 3,478%) e quello a 30 anni al 3,778% (dal 3,795%).
Ma è dai Bot a sei mesi che arrivano le note più favorevoli, almeno per il ministro Tremonti: i titoli, offerti oggi per 9,5 miliardi a fronte dei 18,1 miliardi richiesti, hanno registrato l’ennesimo minimo storico in termini di rendimenti, essendo stati collocati al prezzo medio ponderato di 99,459, che corrisponde all’1,070%, con un calo di 0,098 punti rispetto alla precedente asta, vale a dire un risparmio di oltre 9 milioni di euro di interessi l’anno.
Successo anche per i Bot flessibili di durata 276 giorni (scadenza 30/11/2009), assegnati per 3,5 miliardi di euro a fronte di richieste per 5,95 miliardi al prezzo medio ponderato di 99,370 ovvero con un rendimento dell’1,066%. Bene infine i Ctz scadenza 31/03/2011; in questo caso ne sono stati assegnati 3 miliardi a fronte dei 4,69 miliardi richiesti, al prezzo di aggiudicazione di 96,555 cui corrisponde un tasso lordo dell’1,845%, in discesa di 0,239 punti rispetto al precedente collocamento. In questo caso il Tesoro italiano ha risparmiato poco più di 7 milioni di interessi l’anno.
Luca Spoldi



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