Portafoglio/ Con Obama torna il Toro. Trema solo Finmeccanica
Petrolio meno caro, mercati più sicuri e investitori fiduciosi che possono tornare a comprare. Sarà questo l’effetto-Obama sulle piazze finanziarie secondo Giulio Baresani Varini, direttore investimenti di banca MB, che ad Affaritaliani.it spiega come il risultato di queste elezioni non sia una buona notizia solo per qualche titolo, ma per tutti i listini internazionali. 
Giulio Baresani Varini
“Non ci sono titoli o aziende in particolare che beneficeranno di questa elezione negli Stati Uniti (né tantomeno in Italia) – spiega Baresani Varini -. C'è invece una situazione più favorevole in generale derivante dal fatto che ora c'è maggiore certezza. Il mercato è contro l'incertezza: Obama adesso ha vinto era ed quello che volevano anche le piazze europee. Tanto più che ha vinto bene: le due Camere sono entrambe a maggioranza democratica e quindi il neo-presidente avrà il potere di fare le riforme e i cambiamenti che tutti chiedono. Insomma, vien meno l'incertezza, c'è voglia di cambiamento e Obama ha il carisma giusto (più di quello che avrebbe potuto avere, idee politiche a parte, McCain) per imporre cambiamenti e uno stile un po' più frugale agli americani”.
Qualcuno però dice che le le aziende operanti nel campo delle rinnovabili già festeggiano, visto che il neo presidente degli Stati Uniti ha detto di voler puntare su questo tipo di energie. Mica tanto, secondo il direttore investimenti di banca MB. "La verità è che si punta sulle energie rinnovabili quando il petrolio è molto alto e in condizioni economiche un po' più favorevoli. Ma con il petrolio basso e un'economia così debole, investire sulle rinnovabili avrebbe un costo troppo alto. La riduzione dei gas serra, il protocollo di Kyoto... sono tutte cose giuste e belle ma che richiedono soldi per metterle in atto. Quindi i titoli non ne risentiranno", spiega.
Nessun beneficio insomma, anzi. "Il rischio è che un Obama meno aggressivo di Bush nei confronti dei famosi ‘Stati canaglia', può togliere dal petrolio il costo 'politico' e quindi magari farlo scendere ulteriormente. Questo renderebbe ancora meno attrattive le energie alternative nel breve", aggiunge Baresani Varini.
Una politica meno aggressiva, però, se da un lato porta benefici, penalizza il settore della difesa. "Sì, certamente. E penalizzerà indirettamente anche Finmeccanica. Ma dal momento che il titolo dell'azienda italiana è già sceso da 22 euro a 8 e ora viaggia intorno quota 9 euro, è già nei prezzi. Nel senso che non c'è stata la sorpresa della vitoria di Obama: il mercato si era già assettato".
Non spaventa le Borse neppure il ritorno protezionismo annunciato da Obama in campagna elettorale. "I rischi ci sono, ma erano bipartisan, non solo di Obama. E poi nella debolezza economica c'è sempre un protezionismo strisciante. Le regole sono giuste e troppe regole fanno male, ma quello che è certo è che il mercato che si autoregola abbiamo visto che non è possibile".
"Il beneficio globale al mercato - assicura il direttore investimenti di banca MB- è che ora se si devono rifare un po' le regole, senza ammazzare il malato con medicine troppo forti. Obama può essere la persona giusta. Gli Usa ormai emarginati e fiaccati da una staglione politica alla fine e da tutti i problemi derivati da certi loro liberismi incontrollati, oggi con Obama possono rimettersi un po' al centro, riprendere un po' in mano il pallino e guidare gli altri: emergenti, europei... tutti i Paesi hanno scoperto che tutti han bisogno di loro, del loro faro, della loro locomotiva. Questa elezione, insomma, era un momento atteso e ritenuto fondamentale da cui finalmente poter lentamente ripartire e affrontare una recessione dura, abbastanza profonda, che sicuramente ci accompagnerà per tutto il 2009. E in questo contesto servono decisioni, poteri forti e voglia di cambiamento".
Allora questa vittoria farà bene a tutto il mercato? "Sì. Certo il mercato fa una gran fatica: il contesto economico e brutto, il contesto micro-economico (quello delle aziende) pure, ma i prezzi sono interessanti. E tutto è sul tavolo... c'è anche qualcosa di positivo quindi...", conclude Baresani Varini.



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