Portafoglio 3/ Un check-up al portafoglio prima di partire per le ferie: per le banche puntate su istituti di medie dimensioni
SPECIALE: IL PORTAFOGLIO DELLE FERIE Portafoglio 1/ Focus sui bancari Portafoglio 2/ Focus sui titoli immobiliari e delle costruzioni
Con “rischi sbilanciati verso il basso” per la crescita, come ammesso dal numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, e con la prospettiva di nuove svalutazioni miliardarie in America come in Europa da parte di alcuni tra i principali gruppi bancari e assicurativi, è il caso o non di puntare sui titoli finanziari, prima di partire per le ferie estive? La domanda non ha una risposta semplice, ma si lega ad un’attenta analisi dei multipli di borsa dei singoli titoli.
E’ vero che la crisi del mercato del credito è tutto meno che risolta ed è vero, come scrive la Banca dei Regolamenti Internazionali, che in questi mesi sono venuti al pettine nodi noti da tempo, squilibri “insostenibili” che appunto non sono stati più a lungo sostenuti. La crisi che si è aperta un anno fa “è una fase lunga (molti anni), dolorosa, piena di incognite e con i rischi solo verso il basso” come spiegano gli esperti della Bri, che non escludono una caduta ulteriore del dollaro, una sistemazione “faticosa e lunga” della montagna di debiti che erano stati creati ed una “scivolata pesante” degli Stati Uniti.
Tuttavia a questo punto molti degli eccessi paiono rientrati e le valutazioni, quanto meno in proporzione ai rischi, iniziano ad apparire più interessanti. Se le pressioni da parte dei governi europei nei confronti della Bce perché inizi, come la Fed, ad occuparsi anche della crescita e non solo del contenimento dell’inflazione, riusciranno ad andare di pari passo ad una moderazione salariale e ad un contenimento della spesa pubblica a favore di un alleggerimento fiscale (come chiede tra gli altri il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi), nei prossimi mesi la fase più calda della crisi, almeno sui listini, potrà dirsi archiviata.
Potrebbe dunque valer la pena selezionare alcuni titoli di buona qualità in vista di un futuro recupero delle quotazioni. I rendimenti che le grandi banche ottengono in questo momento sul fronte del debito sono interessanti, rispetto a rischi di credito già sufficientemente scontati, coi segmenti più martoriati del mercato del credito, a partire dai Cdo, che mostrano cenni di recupero.



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