Portafoglio/ Macché crisi: Hi Tech alla riscossa. Ecco i titoli per un guadagno sicuro
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La new economy batte il mercato
Ma c’è un’altra ragione, in questo caso di natura finanziaria, che favorisce i titoli dell’hi tech, l’enorme liquidità che hanno accumulato in questi anni di ristrutturazione furiosa dopo lo scoppio della bolla speculativa sulla new economy del marzo 2000. E di questi tempi, con le banche che falliscono per mancanza di liquidità, è una qualità superlativa.
Secondo un recente studio dell’ufficio analisi del Sole-24Ore tra i primi 20 titoli Usa a maggiore capitalizzazione e con la maggiore liquidità netta, più della metà appartengono al settore hi tech. Cisco, per esempio, può contare su una liquidità per il 2009 di 14,8 miliardi, Oracle di 13,7 miliardi, Intel di 11,7, Google di 17,7 e Apple addirittura di 31,3 miliardi.
Se si guarda alle performance di Borsa dall’inizio dell’anno, a fronte di un calo di oltre il 20% dell’S&P500, Cisco ha perso il 17%, Oracle il 12%, Qualcomm, colosso delle tlc con oltre 8 miliardi di liquidità ha portato a casa un guadagno di quasi il 15%. Yahoo, con 4,4 miliardi di liquidità ha ceduto il 19% mentre Adobe System, con 3,6 miliardi ha perduto il 7% circa.
E lo stesso vale se analizza il mercato europeo, anche se sui listini del Vecchio Continente sono molti meno i titoli hi tech quotati rispetto agli Usa. Ma quelli che ci sono non si comportano male. Nokia vanta liquidità per 10 miliardi di euro, Ericsson per 4,5 miliardi e il titolo dall’inizio dell’anno ha ceduto appena il 10% contro debacle degli indici del Vecchio Continente tra il 20% e il 30%. E addirittura la tedesca Sap ha guadagnato il 10% e vanta una liquidità di 1,2 miliardi.
Stm meglio del Mibtel
Anche i pochi titoli hi tech italiani a larga capitalizzazione, come Telecom Italia o Stm o Fastweb, pur non vantando liquidità nette positive, si sono comunque distinti attenuando la caduta. Un po’ anche perché i prezzi erano già scesi molto prima e comunque ciò non leva nulla all’appeal che adesso le azioni posso avere a queste quotazioni. Infatti ad inizio settimana gli analisti di Euromobiliare in un report hanno alzato la raccomandazione sul titolo della compagnia telefonica italiana, a "hold", ossia mantenere in portafoglio, rispetto alla precedente "reduce", ridurre, in pratica vendere, individuando in 1,27 euro il prezzo corretto ad azione. Mentre su Stm si è espressa l’1 ottobre Deutsche Bank, anche in questo caso con giudizio hold e valore corretto 7,5 euro.
Guardando all’andamento di Borsa, Stm negli ultimi 3 mesi ha guadagnato il 14% circa mentre il Mibtel ha ceduto quasi il 13%. Nell’ultimo mese Telecom Italia ha ceduto il 5% ma il Mibtel circa il 12%. La stessa Fastweb, che può essere considerato l’altro titolo tecnologico nel paniere delle 40 azioni a maggiore capitalizzazione, negli ultimi 6 mesi ha ceduto il 10% contro un 23% di perdite del Mibtel.
Lorenzo Masini



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