Portafoglio/Se crolla l’euro? "Essere liquidi o investire in T-bond"

Venerdì, 6 gennaio 2012 - 13:23:48
Borsa Affari 3

E’ l’ipotesi che nessuno vuole prendere in considerazione, anche se privatamente sono sempre di più coloro i quali la evocano: l’Armageddon finanziario del ventunesimo secolo potrebbe essere il collasso dell’euro e il ritorno alle singole valute nazionali, o quanto meno “l’espulsione” dei PIIGS e la nascita di un “mini” super-euro in cui resterebbero solo i “puri e duri” del rigore fiscale mitteleuropeo come Germania, Olanda, Austria, Finlandia, forse Belgio e molto forse Francia.

Se veramente dovesse capitare, che fare? Affaritaliani.it ha provato a chiederlo ai principali money manager italiani ma quasi tutti si sono trincerati dietro a “no comment” e dichiarazioni di fiducia nelle capacità dell’Europa e dell’Italia di trovare una soluzione alla crisi. Ma alla fine uno di loro, una persona che giornalmente decide investimenti per centinaia di milioni di euro a telefonata, ha accettato di darci le regole da “usare solo in caso di emergenza”, chiedendo in cambio di restare anonimo.

“Anzitutto se non credete nell’euro non ha senso che restiate investiti in asset in euro” ha subito sottolineato il gestore, “per cui investite in T-bond americani o quanto meno spostate la vostra liquidità su conti correnti denominati in dollari Usa o meglio ancora australiani, piuttosto che yen” (la valuta giapponese potrebbe infatti guadagnare anche contro dollaro nei prossimi 3-6 mesi). Non ha invece molto senso (se non per tutt’altre finalità) portare fisicamente i propri capitali in Svizzera: “La banca centrale elvetica ha chiaramente indicato che non tollererà ulteriori rivalutazioni del franco svizzero, di fatto bloccando ogni possibile guadagno ulteriore di tale valuta non solo contro euro ma anche contro dollaro o yen”.

Meglio in ogni caso mantenersi il più possibile liquidi: “Se pensate che siamo alla vigilia di un terremoto finanziario evitate di mantenere troppi soldi in case, azioni o titoli di stato, tutti asset che potrebbero perdere valore dalla sera alla mattina. Se sarete liquidi potrete invece approfittare di tale situazione investendo dopo eventuali default pubblici o privati a prezzi da saldo”. Il rischio è infatti che l’eventuale uscita dell’Italia dall’euro, temporanea o definitiva che sia, serva solo per consentire una svalutazione competitiva e contemporaneamente una ristrutturazione del debito pubblico italiano: essere massicciamente investiti espone dunque al rischio di pesanti perdite in conto capitale.

Ogni altra diversificazione, in oro piuttosto che petrolio, in titoli azionari americani, europei o dei paesi emergenti è solo una variazione sul tema, utile a chi gestisce patrimoni elevati per ottimizzare la diversificazione di portafoglio e ridurne la volatilità ma superflua nel caso di importi più contenuti”. Tutto chiaro?



0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer


Napolitano/ "Guai a fuga da politica, sarebbe una catastrofe"
Governo/ Nuovo ricovero al Gemelli per la moglie di Monti
Partiti/ Napolitano: fondamentali, web non arriva dove si decide
Borse/ Tutte positive meno Madrid, vola Atene +6,6%
Lotterie/ EuroJackpot: centrati due 5+1, ma crollano giocate
Titoli Stato/ Spread a 444 punti, Spagna sopra quota 500
Lavoro/ Fornero, non obbligatorio avere una laurea oggi importanti mestieri
Strage di Brescia/ Bersani, giustizia arrivi alla verita'
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Case da sogno

Una villa? Un attico? Un loft? Quello che cerchi in un click
Trova tutto qui!

Prima rata gratis

Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso