Portafoglio/ Per Bank of America-Merrill Lynch non è detto che le banche italiane soccorrano a lungo i Btp
| LEGGI IL REPORT INTEGRALE |
Le banche italiane sono ormai “attaccate al supporto vitale della Bce”: il campanello d’allarme viene da una nota diffusa oggi da Bank of America Merrill Lynch, che commentando il fatto che secondo fonti giornalistiche le banche italiane avrebbero ricevuto complessivamente 116 dei 489 miliardi di euro di liquidità a 3 anni al tasso dell’1% emessi ieri dalla Banca centrale europea, ovvero il 24% del controvalore totale.
Al netto di precedenti prestiti in scadenza (Societe Generale stima che la “creazione” di nuova liquidità sia in realtà pari a circa 210 miliardi di euro), Bank of America Merrill Lynch stima che le banche italiane possano aver chiesto circa 50 miliardi di nuovi prestiti, un valore allineato a quello (40 miliardi) dei titoli “collaterali”, ossia ai bond bancari su cui lo stato italiano ha deciso di fornire la propria garanzia con l’ultima manovra “salva Italia”, che negli ultimi giorni le banche hanno emesso, quotato e subito riacquistato per poterli poi girare alla Bce (a garanzia del prestito ricevuto).
Il ricorso alla Bce come “prestatore di ultima istanza” era già salito considerevolmente a novembre sottolineano gli uomini del broker americano (+36% rispetto a ottobre), a seguito probabilmente dei più elevati margini richiesti dalla clearing house italiana (CCG) per le transazioni relative a titoli di stato italiani, margini scesi frazionalmente in dicembre grazie al modesto rally sui titoli di stato del Belpaese visto in queste ultime settimane dopo l’uscita di scena del governo Berlusconi e la nomina del governo Monti.
Secondo le stime di Alberto Cordara, analista di Bank of America Merrill Lynch autore della nota, i finanziamenti garantiti dalla Bce alle banche italiane potrebbero ormai pesare per circa il 5% della raccolta complessiva, contro l’1,3% circa di fine 2010. In attesa della seconda asta di liquidità a 3 anni a tasso fisso che la Bce ha in programma a febbraio, anche Cordara si domanda se le banche italiane useranno o meno parte dei capitali forniti per acquistare titoli governativi tricolori (l’anno prossimo si prevede l’emissione di circa 254 miliardi di nuovi titoli di stato a fronte della scadenza di 201 miliardi di vecchie emissioni e del pagamento di circa 53 miliardi di interessi) e spiega come la capacità di farlo dipenderà in particolare da alcuni fattori chiave.


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































