Casi e casini di borsa/ Porsche aumenta il capitale per tagliare debito e agevolare fusione con Volkswagen
Il titolo Porsche Automobil Holding chiude in netto rialzo (+6%) alla fine di una seduta in profondo rosso dopo aver avviato la vendita (fino al prossimo 30 marzo) di diritti utili a sottoscrivere (fino al 12 apirle) oltre 131,25 milioni di nuove azioni tra ordinarie (65,625 milioni di titoli) e privilegiate (altri 65,625 azioni), a 38 euro per azione. Nel complesso l'aumento di capitale vale poco meno di 5 miliardi di euro e consentirà di abbattere l'indebitamento (pari a 6,43 miliardi di euro) in vista della prossima fusione con Volkswagen.
Proprio il debito aveva fatto mettere le mani avanti al management di Porsche che il 24 febbraio scorso aveva preannunciato uno slittamento della fusione che per alcuni analisti era a questo punto in forse anche se lo stesso direttore finanziario del produttore di auto sportive di lusso, Hans Dieter Poetsch, aveva ribadito che per Porsche era "possibile superare con successo le incertezze attuali" e che "la fusione potrà andare avanti, anche se dopo il 2011".
Secondo le indicazioni a suo tempo fornite l'operazione lanciata oggi in leggero anticipo rispetto ai tempi inizialmente previsti (per aprile-maggio) anche se per un controvalore lievemente inferiore (si parlava finora i 5,1 miliardi di aumento), così da sfruttare il rimbalzo delle quotazioni registrato nelle ultime settimane, dovrebbe consentire un calo dell'indebitamento netto attorno agli 1,5 miliardi, "prerequisito" indispensabile per continuare a sperare di convincere gli azionisti terzi di Volkswagen (peraltro controllata sin dall'inizio del 2009 da Porsche col 53% del capitale), che da parte loro non sembrano avere particolarmente fretta di arrivare al matrimonio.
E visto che tra gli azionisti di Volkswagen vi sono il Lander della Bassa Sassionia (20,26%) e il fondo sovrano del Qatar (17%) il successo di questo primo aumento (che dovrebbe essere garantito dal forte sconto a cui avviene l'operazione rispetto al valore corrente dei titoli Porsche) è necessario per poi intavolare le ultime trattative e stabilire a che prezzo e in base a quale concambio potrà avvenire il "matrimonio del secolo" tra i due produttori automobilistici tedeschi. Un'operazione, quest'ultima, cui guardano con interesse tutti i principali produttori europei, a partire da Daimler e Bmw, in vista di una ripresa del "risiko" mondiale che la crisi economica dell'ultimo triennio ha momentaneamente congelato.
Luca Spoldi



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