Poltrone/ Piero Montani, ex AntonVeneta, verso la carica di consigliere delegato di Bpm
Piero Montani consigliere delegato della Banca Popolare di Milano. È la proposta che dovrebbe esaminare domani il consiglio di gestione della Bpm presieduto da Andrea Bonomi. In queste ore, infatti, tra i componenti del comitato nomine della banca ci sarebbe stata una certa convergenza su questa soluzione. L'iter previsto, in base al nuovo statuto, dovrebbe essere questo e potrebbe chiudersi nel giro di poche ore, salvo colpi di scena. Il comitato nomine della Bpm presenta al consiglio di sorveglianza la candidatura di Montani come consigliere di gestione e successivamente il Cdg attribuisce le deleghe operative al nuovo componente.
Per la banca milanese si tratta di una novità assoluta, visto che fino a quando la governance era tradizionale (solo Cda) la guida dell'istituto era ripartita tra la presidenza e la direzione generale, ancora in mano a Enzo Chiesa. Ma l'introduzione del nuovo statuto, fortemente richiesto da Bankitalia, ha obbligato la banca alla nomina di un consigliere delegato esterno. A sostenere la candidatura di Montani, viene spiegato, sarebbe stato proprio il nuovo numero uno della banca, Bonomi, da un mese socio di maggioranza della Bpm con una partecipazione del 9% circa attraverso il fondo Invest Industrial. Montani, genovese classe 1954, dalla scorsa estate amministratore delegato della Banca del Mezzogiorno presieduta da Massimo Sarmi, è un volto noto nel mondo bancario e, in particolare, del fronte delle popolari.
Dopo una lunga gavetta al Credito Italiano, alla fine degli anni novanta diventa numero uno della Banca Popolare di Novara e poi direttore generale della Bpvn, nata dalla fusione tra Verona e Novara. Nel 2003 viene chiamato dagli olandesi di Abn Amro per rilanciare Antonveneta e qui resta fino al 2008, ovvero fino al passaggio della banca al Monte Paschi di Siena. Fino a quel giorno era stato al timone dell'istituto veneto che dopo l'estate del 2004 finì nel ciclone giudiziario e mediatico per il tentativo di scalata da parte della Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. Nel curriculum di Montani c'è anche la vice presidenza, in quota ad Antonveneta, di Banca Italease, la banca di leasing finita al lastrico per colpa dei derivati confezionati nella gestione targata Massimo Faenza. Da questo incarico fu sollevato per effetto della richiesta d'azzeramento dei vertici disposta dalla Banca d'Italia.


bpm
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