Casi e casini di borsa/ Pirelli Re in luce su rumors dalla Germania, nonostante il nuovo tonfo di Piazza Affar
Pirelli Re chiude a +1.88%, anche se nel corso della giornata il titolo aveva guadagnato il 4%, dopo che il quotidiano tedesco Bild ha parlato di nuove offerte per Karstadt, controllata da Arcandor che la crisi economica di questo biennio ha da tempo messo a rischio fallimento finora oggetto delle attenzioni del fondo di private equity Triton di cui però il Frankfurter Allgemeine Zeitung venerdì aveva annunciato un abbandono delle trattative che avrebbe potuto far precipitare la situazione.
La Bild cita invece le offerte dell’investitore individuale Nicolaus Berggruen, attraverso la società d’investimento Berggruen Holdings, e di High Street , veicolo finanziario controllato da Goldman Sachs e di cui Pirelli Re detiene una quota del 12%. A High Street fanno del resto già capo 83 dei 120 grandi magazzini e secondo la Bild sarebbe la favorita grazie ad un’offerta da una quarantina di milioni (contro i 60 milioni di valore stimato del portafoglio immobiliare, su cui però pende il rischio di una rinegoziazione verso il basso dei fitti) e al sostanziale via libera, secondo il quotidiano tedesco, dei sindacati tedeschi che invece avrebbero espresso riserve verso l’offerta di Berggruen.
Di più: Verdi, il sindacato tedesco del settore dei servizi, avrebbe di fatto avuto modo di conoscere i dettagli dell’offerte di High Street mentre non sarebbe stata finora in grado di valutare la serietà dell’offerta di Berggruen ed in particolare la ricaduta in termini occupazionali (Karstadt impiega al momento circa 25 mila dipendenti). L’eventuale successo nella gara per Karstadt non dovrebbe avere conseguenze “per cassa” per Pirelli Re, consentendo invece all’immobiliare di accrescere ulteriormente, sia pure indirettamente, il proprio patrimonio immobiliare.
Una condizione che potrebbe giocare a favore in vista dello scorporo che le assemblee di Pirelli & C e Pirelli Re (destinata a cambiare nome a operazione avvenuta) dovrebbero approvare entro luglio così da consentire allo spin off di essere portato a termine per fine anno. Sempre che, naturalmente, il diavolo (sotto forma di indici di mercato) non ci metta lo zampino, imponendo un nuovo slittamento dei tempi di tutta l’operazione.
Luca Spoldi



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