Pirelli/ Gli analisti: spin off per Pirelli Re, poi fusione con Pirelli Tyre. Tronchetti torna a fare l’industriale

Lunedì, 23 novembre 2009 - 16:04:00


Marco Tronchetti Provera
Cantava anni fa Antonello Venditti: “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. E’ quanto sembra stia per accadere a Pirelli & C., società fondata nel 1872 dall’allora ventiquattrenne ingegnere Giovanni Battista Pirelli che l’anno dopo avrebbe avviato il primo stabilimento per la produzione di articoli in gomma a Milano andando via via specializzandosi in due fondamentali business, quello dei cavi e quello dei pneumatici (prima per biciclette, nel 1890, poi per automobili, nel 1901).

Fallita la conquista della Continental agli inizi degli anni Novanta (evento che segnò il cambio della guardia tra l’anziano Leopoldo Pirelli e il giovane Marco Tronchetti Provera, che guidò con successo la ristrutturazione del 1992-1994), col nuovo secolo il destino di Pirelli & C. sembrava sempre più quello di diventare una holding di partecipazioni.

L’ingresso in Telecom Italia tramite Olimpia nel 2001, la  quotazione nel 2002 del business immobiliare di Pirelli Re, la cessione nel 2005 dei cavi ai fondi di private equity di Goldman Sachs (che avrebbero poi dato vita a Prysmian, sbarcata in borsa nel 2007), fino alla mancata quotazione di Pirelli Tyre nel luglio del 2006 parevano tutte tappe di una progressiva de-industrializzazione del gruppo. Erano gli anni dell’illusione finanziaria e per i pneumatici, business maturo i cui destini sono legati a quelli dell’altrettanto maturo settore dell’auto, pareva esservi sempre meno spazio.

In questi ultimo paio d’anni (dall’uscita di Pirelli da Telecom Italia, annunciata nell’aprile del 2007) tutto è cambiato rapidamente, complice anche una crisi finanziaria che ha tolto molti “lustrini” alle attività finanziarie. Così non stupisce che in una nota odierna gli analisti di Equita Sim esprimano la propria convinzione che sia solo “questione di tempo”, che “non dipende dall’esito del deal con Fimit” di Pirelli Re (accordo che gli analisti giudicano abbia oltre il 50% di possibilità di andare in porto), la trasformazione (ma forse sarebbe il caso di dire il ritorno al primo amore) di Pirelli & C. in un “puro tyre maker”.

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