Pininfarina/ Folla in duomo a Torino per l'ultimo saluto. Il fratello Paolo verso la presidenza
| Integrità, umiltà e corenza: ecco il testamento spirituale di Andrea Pininfarina Lutto/ E' morto l'industriale Andrea Pininfarina |
Una folla di centinaia di persone, giunte nel duomo di Torino per l'ultimo saluto, ha accolto con un grande applauso la salma di Andrea Pininfarina, accompagnata dalla moglie Cristina e dai figli, insieme al sacerdote di famiglia don Michele. Dietro al feretro tre carri funebri con diverse corone di fiori.
Paolo e Lorenza, fratelli dell'imprenditore 51enne morto giovedì mattina mentre andava in azienda in Vespa, sono stati tra i primi familiari a giungere in Duomo. Paolo e Lorenza sono stati preceduti da centina di persone che hanno riempito la chiesa già un'ora prima della cerimonia e altre centina stipati davanti alla basilica.
Unquarto d'ora prima dell'inizio della cerimonia sono arrivati il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, gli imprenditori Marco Tronchetti Provera, Diego Della Valle, il presidente di Intesa San Paolo, Enrico Salza, il procuratore generale di Torino, Gian Carlo Caselli, la presidente della regione Piemonte, Mercedes Bresso, il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e vari rappresentanti di enti e istituzioni locali. Molti gli esponenti delle case automobilistiche straniere.
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Un'omelia commossa e commovente quella dell'arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, conclusa con l'invito a "raccogliere la sua eredità e guardare a lui come esempio di stile e di metodo". Dopo aver parafrasato il testo sapienzale della sacra Scrittura "Facciamo l'elogio degli uomini illustri", Poletto ha ricordato quello che è stato "l'ingegnere Andrea Pininfarina, per la sua famiglia, ma anche per Torino e per il mondo dell'industria in generale, sia a livello nazionale che internazionale. Un uomo straordinario - ha detto l'arcivescovo - per la sua serietà nel lavoro e la lealtà con cui si poneva di fronte a qualsiasi interlocutore. Severo nell'analizzare le difficolta' e i problemi legati ad una prospettiva di crescita e sviluppo industriale, ma anche forte nel sostenere la necessità di avere fiducia e coraggio nel futuro perché convinto che con l'innovazione, il dialogo franco con tutti, col sindacato e col mondo della politica, e la voglia di fare, le possibilità per un miglioramento della situazione sono reali. Ora si tratta di raccogliere questa sua eredità per superare ogni rischio di stagnazione dell'economia e della possibilità di un maggior lavoro, soprattutto per i giovani".
Il cardinale Poletto ha ricordato che Torino "ha molto da imparare da uomini come Andrea Pininfarina, fedeli alla migliore tradizione industriale torinese e tenaci nel credere che questa è una delle principali vocazioni di questo nostro territorio". Ma anche il mondo del lavoro di ogni tipo, "soprattutto quello della grande industria, puo' guardare a lui come ad un esempio di stile e di metodo per rivitalizzare potenzialita' nascoste e far rinascere nuovamente prospettive di sviluppo e di speranza. Solo così - ha cocnluso l'arcivescovo - si spiega quanto abbiamo visto in questi giorni e cioè la grande e generale attestazione di stima per quanto egli ha fatto, soprattutto per Torino, e per questo la nostra ammirazione e la nostra gratitudine sono grandi e sincere".
![]() La camera ardente Gallery |
"Era un grande imprenditore, un amico leale, la sua mancanza è drammatica. Oggi per me è un giorno molto triste'', ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, entrando in chiesa per i funerali di Andrea Pininfarina. E ancora più accorate sono state le parole di Luca Cordero di Montezemolo, che ieri ha voluto essere presente anche al rosario in azienda: ''Ho perso un amico, era un uomo con la schiena dritta di cui sentiremo la mancanza'', ha detto il presidete della Ferrari all'entrata del duomo.

Andrea Pininfarina con il figlio
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Intanto si moltiplicano i rumors sul futoro dell'azienda. Domani si riunirà il Cda di Pininfarina che, dopo aver approvato i conti della semestrale e discusso l'accordo con le banche sui debiti dovrebbe redistribuire le deleghe dopo la morte del suo presidente. Secondo numerose indiscrezioni, al posto di Andrea dovrebbe essere nominato il fratello Paolo: in questi giorni difficili, sarebbe stata la famiglia stessa ad indicare una scelta di "continuità".
L'attuale direttore generale, Silvio Angori, dovrebbe invece assumere la carica di amministratore delegato. Il manager è infatti un uomo chiave per l'azienda e ha seguito passo passo il piano di rilancio dell'azienda e il progetto dell'auto elettrica che sarà presentata al prossimo Salone di Parigi.
Continuano a scendere, intanto a Piazza Affari, le azioni Pininfarina. I titoli , sospesi per eccesso di ribasso, fanno registrare un calo teorico dell'11,34%, a 7,295 punti.



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