Pininfarina/ L'auto elettrica: l'ultimo sogno di Andrea
E come sarà?
"Riprenderà i temi sviluppati dalla nostra ultima concept car, Sintesi. Avrà degli sbalzi ridotti, un passo lungo e grande abitabilità. Poiché non sono necessari alcuni organi meccanici come il cambio, il motore è molto più piccolo di quello a combustione interna e le batterie hanno una forma piatta che ci permette di posizionarle al centro della vettura e nella parte bassa. l'equilibrío dei pesi e il baricentro basso daranno all'auto una grande guidabilità".
Pinifarina è responsabile di tutto il progetto, mentre il gruppo francese ci mette solo le batterie.
"Ma è proprio la batteria il cuore del progetto. Per almeno due motivi".
Quali?
"Perché quella del lithium metal polymere è una tecnologia di propriqtà del gruppo Bolloré che ci dà le migliori prestazioni possibili oggi in termini di autonomia".

Andrea Pininfarina con il figlio
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Poi?
"Una società paritetica ci assicura le forniture, anche se arrivassero delle richieste di batterie da altri costruttori".
I big del settore non la preoccupano?
"No, perché da una parte sono convínto che punteranno sui veicoli ibridi e dall'altra arriveranno sul mercato dell'auto elettrica pura utilizzando i modelli che hanno già in produzione".
Con quali conseguenze?
"Per trovare posto alle batterie dovranno sacrificare il bagagliaio, l'abitacolo o l'equilibrio dei pesi. Noi non lo faremo".
E i prezzi della Pininfarina elettrica?
"Se anche lo sapessi non glielo direi. Ma posso dirle che avremo un posizionamento premium: il prezzo non sarà basso".
Come commerciatizzerete l'auto? Avrete una vostra rete di concessionari?
"E una delle cose che stiamo definendo. Non avremo una rete capillare. Vogliamo essere presenti nei grandi centri urbani dell'Europa e degli Stati Uniti perché il nostro cliente tipo vive. Nelle metropoli e vuole un'auto compatta che possa ospitare quattro persone. Autonomía di 250 chilometri che assicurano le batterie lithium nietal polymestamenti al giorno che tutti gli studi ci dicono fa questo tipo di automobilista".
E le ricarice saranno un problema?
"Basta una presa di corrente e in cinque ore la batteria sarà di nuovo carica. Oppure in soli cinque minuti si ottiene, un'autonomia di 2 5 chilometri, più che sufficienti per tornare a casa".
E se non si diffonderanno le colonnine pubbliche?
"Ci dispiacerà, ma non cambierò i nostri progetti perché il posizionamento nel segmento premiurn ci consente di essere certi che i nostri clienti abbiano un garage per alloggiare l'auto di notte e ricaricare la batterie".
Quanto costerà un pieno?
"Dipende dal paese e dal fornitore di energia elettrica. In Francia hanno calcolato che i costi sono circa un decimo di quelli delle auto tradizionali".
E una batteria?
"Non glielo posso dire. Non mi faccia litigare con il mio partner..."
Cambiamo argomento allora. In California alcune nuove aziende del settore hanno presentato modelli di auto elettriche che assicurano prestazioni straordinarie. Non la spaventano?
"Non mi sembra che abbiano un approccio serio al mercato".
Ma assicurano di poter arrivare da zero a 100 chilometri all'ora in mezo di 4 secondi. E su youtube ci sono filmati in cui stracciano Ferrari e Porsche.
"Mi costringe a tirare fuori l'ingegnere che è in me. Il motore elettrico ha uno spunto e un'accelerazione notevole. Certo, su un tratto breve, qualche centinaio di metri, può battere anche una Ferrari, ma poi si ferma e ha bisogno di essere ricaricato".
Pininfarina ha disegnato per Maranello sia la F430 che la 599. Continuerete a lavorare con loro?
"Certo e vogliamo anche continuare la nostra attività di terzisti per disegnare e produrre auto per altre case automobilistiche. Ma le attività legate alla nostra auto elettrica ci permetteranno di essere più selettivi nelle scelte".
E con Tata? I rapporti si stanno stringendo?
"Entro la fine di quest'anno contiamo di aprire a Pune, in India, un centro ricerca, desìgn ed engineering per lavorare insieme".
Mi riferivo al prossimo aumento di capitale della Pininfarina.
"E' confermato l'interesse di Tata di sottoscrivere una quota dei diritti di opzione, come del resto anche quello di Bolloté, Piero Ferrari, Alberto Bombassei e della famiglia Marsiaj".



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