Un piccolo credito alle banche
Di Giuseppe Morello
Dopo la moratoria alle imprese ora le banche prevedono per tutto il 2010 la sospensione delle rate del mutuo per coloro che hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione.
Non è un regalo, anche perché nei mesi scorsi mentre l’Euribor scendeva le banche alzavano i loro spread in parte vanificando il calo dei tassi. Gli istituti di credito incasseranno semplicemente le rate con un anno di ritardo, ma è comunque una misura che ha molti risvolti positivi.
Il primo riguarda naturalmente le famiglie strozzate dalla crisi che potranno respirare per un anno senza andare in affanno per il mutuo. Il secondo riguarda le banche, la cui immagine, mai particolarmente brillante, è stata ulteriormente screziata dal bubbone finanziario che ha generato la crisi. In questo modo invece gli istituti guadagnano qualche punto di credibilità presso la clientela mostrandosi per una volta più attenti agli interessi dei debitori che ai propri.
Infine c’è un aspetto positivo che riguarda il mercato in generale e che fa sì che indirettamente le banche partecipino al sostegno dell’economia e della domanda. Le rate non incassate infatti, anziché finire nei forzieri delle banche, diventeranno liquidità ulteriore a disposizione delle famiglie che così potranno spendere quel denaro in consumi.
Sono rare le occasioni che le banche ci danno di parlar bene di loro, questa del “piano famiglie” approvato dall’Abi è una di quelle che per una volta smentisce la battuta di Twain secondo cui la banca è un amico che ti presta l’ombrello quando c’è il sole e lo rivuole indietro non appena comincia a piovere. Ora piove, ma l’ombrello non lo rivogliono subito, ma tra un anno. Facciamo progressi.



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