Finalmente anche in Italia i piccoli azionisti diventano protagonisti

Sabato, 1 gennaio 2011 - 17:50:00

Senza attendere l’attivismo dei fondi  – o dei procuratori della repubblica - i primi gruppi di azionisti iniziano a sfruttare le possibilità offerte dalla nuova direttiva europea (2007/36/Ce recepita in italia dal d.lgs 27/2010 che ha fatto modifiche rilevanti nel Tuf introducendo alcune importanti novità e semplificando le procedure a partire dalla raccolta deleghe), in vigore dal 1 novembre, anche se mancano i regolamenti attuativi Consob.
L’occasione è la prossima assemblea di Cape Live che, dopo le vicende Banca Degroof  Privè e Banca MB, e le conseguenti dimissioni di parte del CdA, è in piena tempesta, con il titolo ai minimi e l’amministratore Cimino in balìa degli eventi.

Una buona occasione per alcuni azionisti per prendere l’iniziativa e porsi l'obiettivo di costringere la società alla massima trasparenza, stimolare un dibattito costruttivo tra i soci ed attivare una raccolta di deleghe.

Con la creazione di un sito come forum di discussione ed aggregazione – azionisti.org - e con la specifica missione di intervenire sulla governance societaria, si intende  accertare eventuali responsabilità e dare un ruolo a quelli che definisce “azionisti di minoranza” e non necessariamente piccoli.

Il gruppo di azionisti coordinati dal prof. Gianfranco d'Atri  si sta organizzando per promuovere la presentazione di una lista di candidati al Consiglio di amministrazione e per la raccolta delle deleghe di voto, sulla base delle procedure previste dalla nuova normativa.

Nel caso Cape Live, che è in effetti una public company (con un azionariato composto da tanti piccoli e nessun azionista di controllo), non si esclude che i soci di minoranza possano in riuscire ad aggregare competenze manageriali e soci di buona volontà per rilanciare il progetto della Cape Live e valorizzare le partecipazioni detenute. Al momento l’obiettivo è interrompere la deriva gestionale e proporre comportamenti virtuosi al nuovo management.

E se in seguito la minoranza dovesse diventare maggioranza? Si spera che ci siano altri soci di minoranza pronti a stimolare gli altri stakeholder a rendere effettivi i principi del “buon governo societario”.

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