Piano casa/ Ecco la bozza d'intesa delle Regioni
Ecco la bozza d'intesa sul Piano Casa che, secondo quanto si apprende, le Regioni sottoporranno al governo dopo averla votata questa mattina all'unanimita'. Il documento "impegna le regioni ad approvare entro e non oltre 90 giorni proprie leggi ispirate ai seguenti obiettivi: a)regolamentare interventi - anche attraverso piani/programmi definiti tra Regioni e Comuni - per migliorare la qualita' architettonica e/o energetica degli edifici entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici residenziali uni-bifamiliari o comunque di volumetria non superiore ai 1.000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi, fatte salve diverse determinazioni regionali; b)disciplinare interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento di edifici residenziali entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalita' di miglioramento della qualita' architettonica, di sensibile riduzione dei consumi energetici ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilita' ambientale; c)introdurre forme semplificate e celeri per l'autorizzazione degli interventi edilizi di cui alla lettera a) e b) in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale. Le leggi regionali possono individuare gli ambiti nei quali gli interventi di cui alle lettera a) e b) sono esclusi o limitati, con particolare riferimento ai beni culturali e alle aree di pregio ambientale e paesaggistico, nonche' gli ambiti nei quali i medesimi interventi sono favoriti con opportune incentivazioni e premialita' finalizzate alla riqualificazione di aree urbane degradate. La disciplina introdotta dalle suddette leggi regionali avra' validita' temporalmente definita, comunque non superiore a 12 mesi dalla loro entrata in vigore. In caso di mancata approvazione delle leggi regionali nel termine stabilito, il Governo e il Presidente della Giunta regionale interessata, congiuntamente, determinano le modalita' procedurali idonee ad attuare compiutamente l'accordo, anche ai sensi dell'art. 8, comma 1, della legge n. 131/2003. Contestualmente alla sottoscrizione del presente Accordo - si legge nella bozza d'intesa - il Governo emana un decreto-legge i cui contenuti sono concordati con le Regioni e il sistema delle autonomie con l'obiettivo precipuo di semplificare alcune procedure di competenza esclusiva dello Stato, al fine di rendere piu' rapida ed efficace l'azione amministrativa di disciplina dell'attivita' edilizia". "In particolare - prosegue la bozza di intesa sul piano casa - le misure di semplificazione devono riguardare: a)la previsione di un termine certo per il rilascio delle autorizzazioni, permessi o altri atti di assenso comunque denominati, di competenza delle amministrazioni e organismi statali preposti, tra l?altro, alla tutela della sicurezza (es. prevenzione antincendi), del paesaggio, del demanio idrico e al sistema delle infrastrutture nazionali; b)la ridisciplina del procedimento di rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, con l'applicazione, in via permanente, delle procedure previste dall'art. 159 del D.Lgs. n. 42/2004 e successive modifiche e integrazioni e con l'obiettivo di rafforzare gli strumenti di collaborazione tra le Regioni e gli organismi periferici del Ministero per i beni e le attivita' culturali; b 1) la previsione del potere di annullamento, di cui all'art. 159, comma 3, dell'autorizzazione illegittima solo per contrasto con le prescrizioni del Codice; b 2) la precisazione del solo riferimento al costo delle opere, quale modalita' di calcolo della sanzione amministrativa da applicarsi in caso di interventi realizzati in assenza di autorizzazione paesaggistica e di cui sia stata accertata la compatibilita' paesaggistica, a norma dell'art. 167, comma 5, del Codice ; c)la semplificazione delle procedure di valutazione ambientale strategica (VAS), nel rispetto dell'ordinamento comunitario e delle competenze legislative regionali in materia urbanistica, con l'obiettivo di evitare la duplicazione delle procedure di valutazione di piani e programmi; d)la previsione che le nuove norme tecniche per le costruzioni non trovino applicazione agli interventi edilizi gia' iniziati, e alle opere pubbliche i cui lavori siano stati appaltati o i cui progetti siano stati approvati, alla data di entrata in vigore delle suddette norme tecniche; e)la fissazione dei principi fondamentali in materia di misure di perequazione e compensazione urbanistica, all'interno dei piani urbanistici, sulla base delle norme gia' presenti nei disegni di legge attualmente all'esame del Parlamento. Il Governo e le Regioni ribadiscono la priorita' assoluta del pieno rispetto della vigente disciplina in materia di rapporto di lavoro, anche per gli aspetti previdenziali e assistenziali e di sicurezza nei cantieri. Il Governo fissa, altresi', principi per la legislazione regionale atti a consentire l'ampliamento delle tipologie degli interventi non soggetti a titolo di abilitazione preventiva. Il Governo si impegna, inoltre - sempre secondo la bozza delle Regioni - confermando integralmente gli impegni assunti con gli Accordi sottoscritti dal Governo con le Regioni in merito al sostegno dell'edilizia residenziale pubblica, ad aprire un tavolo di confronto con le Regioni e le Autonomie locali per la definizione di un nuovo Piano Casa che individui, in termini strutturali e con risorse aggiuntive, le modalita' per soddisfare il fabbisogno abitativo delle famiglie o particolari categorie, che si trovano nella condizione di piu' alto disagio sociale e a destinare a favore di Regioni e Comuni il maggior gettito IVA derivante dagli interventi previsti dal presente accordo, da reinvestire in programmi di edilizia sociale e che hanno difficolta' ad accedere al libero mercato della locazione".



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