Piaggio/ Immsi smentisce l'uscita
Occhi puntati su Piaggio oggi a Piazza Affari dopo che sono tornate a farsi sentire le voci che danno per imminente un'uscita da gruppo della Immsi di Roberto Colaninno. Secondo indiscrezioni, infatti, l'imprenditore mantovano avrebbe ormai finito la sua opera di ristrutturazione nel gruppo di Pontedera e sarebbe intenzionato a concentrarsi completamente su Alitalia.
Immediata la reazione in Borsa, dove il titolo poco dopo l'entrata in contrattazione sale di oltre un punto e mezzo percentuale. Un rialzo deciso ma non un exploit delle azioni del gruppo che secondo gli analisti sentiti da Affaritaliani.it si spiega con il fatto che l'operazione appare quantomeno prematura.
Colaninno, infatti, non avrebbe, così come dicono le voci, terminato con Piaggio. E prova di questo sarebbero proprio i margini di crescita che la società ha ancora, soprattutto in oriente. Non solo: gli analisti non credono neppure all'improvviso amore del manager con Alitalia.
Di fatto Colaninno, spiegano ad Affaritaliani.it, ha poco più di un ruolo di rappresentanza nella compagnia aerea che di fatto è amministrata da Rocco Sabelli e sembra strano che voglia liberarsi della maggioranza di un gruppo con buone prospettive di crescita per dedicarsi ad una società guidata da un manager con cui, malignano alcuni, non avrebbe proprio dei rapporti idilliaci.
Fatto sta che però le voci di un addio a Piaggio rimangono e, anzi, periodicamente ritornano puntuali alla ribalta. Certo, Immsi non intende restare per sempre nelle dueruote ma perché vendere oggi a 2 euro ciò che poco tempo fa ne valeva 4?
Solo un'offerta irrifiutabile potrebbe convincere Colaninno. Ma da chi potrebbe arrivare? Da escludere i colleghi giapponesi, tutti in forte difficoltà con le vendite. Yamaha non ha retto l'onda d'urto della crisi mondiale e ha visto gli utili colare letteralmente a picco. In difficoltà è anche Honda, che ha appena chiuso lo stabilimento spagnolo e salvato per il rotto della cuffia quello di Atessa. Improbabile appare anche un interesse di Suzuky, che sembra troppo piccola per un'acquisizione del genere.
Più probabile l'interesse di un gruppo cinese. E qui il nome che si fa è praticamente solo uno: quello di Zongshen Industrial Group, con cui Pontedera ha già una joint venture. Si tratta di uno dei 5 maggiori produttori cinesi che è già presente negli Stati Uniti (a Miami) ma non sul mercato europeo dove potrebbe sbarcare grazie a Colaninno. Un altro gruppo italiano, così, finirebbe in mani cinesi, dopo la Benelli, storica casa motociclistica pesarese ormai di proprietà della Qianjiang Group Co Ltd.



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