Petrolio/ Accordo segreto: basta dollari per il commercio del greggio
Si preannuncia la fine del legame tra dollaro e petrolio? Secondo il quotidiano britannico The Independent potrebbe essere, visto che alcuni stati arabi starebbero valutando, assieme a Cina, Russia, Giappone e Francia, di sostituire la valuta americana con un paniere di divise internazionali comprendente lo yen giapponese, lo yuan cinese, l’euro e una nuova valuta-paniere per gli stati del Golfo Persico. Paniere in cui entrerebbe anche l’oro, sostiene The Indipendent, che prova anche ad ipotizzare i tempi della manovra di sostituzione del biglietto verde: nove anni. 
| ORO, RECORD A 1.034 DOLLARI ALL'ONCIA - Il prezzo dell'oro ha toccato il massimo storico a 1.034 dollari all'oncia. A favorire il metallo giallo e' l'indebolimento del dollaro seguito alle notizie sulla decisione dei paesi del Golfo Persico di smettere di utilizzare il biglietto verde per le transazioni petrolifere. |
In realtà la tempistica dell’operazione (che verrebbe completata non prima del 2018) e la presenza nella lista dei “congiurati” di paesi tradizionalmente alleati agli Stati Uniti, come l’Arabia Saudita e il Giappone, sembra motivo sufficiente per non togliere il sonno a Barack Obama, impegnato molto più concretamente e con tempi molto più ristretti nel tentativo di far ripartire l’economia non solo e non tanto nel senso di una nuova crescita degli utili (e delle retribuzioni dei top manager) ma di una ripresa del mercato del lavoro (che invece continua a restare a dir poco depresso, gettando seri dubbi sulla sostenibilità della “ripresina” legata agli incentivi di questi ultimi mesi).
Ciò non di meno che il dollaro sia destinato nel corso del XXI secolo a passare il testimone appare ormai scontato, come accadde nel secolo scorso tra la sterlina e il dollaro stesso nel momento in cui la potenza economica, politica e militare si concentrò nelle mani degli Stati Uniti e non più della Gran Bretagna. Gran Bretagna che, secondo quanto scrive The Indipendent, si trova ormai in mezzo a un guado, non avendo aderito (su “pressione” degli Usa) all’euro in precedenza e rischiando di vedersi scavalcata dalla Russia (che pare intenzionata a sfruttare la prima occasione per portare il rublo nella valuta unica europea).



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