Petrolio/ Si aspetta il 2020
Di Daniel Gros*
Che cosa c'è dietro le fluttuazioni del prezzo del greggio? Fino a poco tempo fa sembrava che il prezzo potesse solamente salire. Poi la tendenza si è bruscamente invertita e il prezzo è sceso del 20 per cento in poche settimane. Per i politici, e molti altri con loro, è evidente che tutto questo non può che essere colpa della “speculazione”.
LE IPOTETICHE COLPE DELLA SPECULAZIONE
Nell’immaginazione popolare il colpevole è lo “speculatore” che compra petrolio anche se non ne ha bisogno per un’attività industriale e lo mette da parte per “speculare” su ulteriori rialzi. Tuttavia, è facile vedere che questa immagine della speculazione che artificialmente riduce l’offerta è sbagliata. Se gli “speculatori” fossero molti, le scorte dovrebbero aumentare, ma questo non è avvenuto: le scorte sono rimaste finora intorno ai livelli minimi.
La “speculazione” così intesa non può dunque essere responsabile dell’aumento del prezzo. Ma si può allora concludere che tutte queste fluttuazioni sono giustificate dai fondamentali della domanda e dell’offerta? Neanche questa conclusione appare corretta. Infatti, tutta la controversia sul ruolo della speculazione nel mercato del petrolio è poco utile perché non tiene conto di un fattore fondamentale: il petrolio è un bene durevole e una risorsa esauribile.
UNA RISORSA ESAURIBILE
Il fatto che il petrolio sia una risorsa esauribile è fondamentale perché implica che per qualsiasi proprietario di un giacimento (ad esempio Bp o il re dell'Arabia Saudita) la scelta è sempre e solo inter-temporale: estrarre oggi o estrarre domani. Che cosa determinerà la scelta? Se estrae oggi, riceve il prezzo di oggi (meno il costo di estrazione). Se estrae domani, ottiene il prezzo di domani (di nuovo, meno costi di estrazione), scontato per l’odierno tasso di interesse. È chiaro che produrre più petrolio oggi sarà conveniente solo se quello che si può guadagnare domani è inferiore a quello che si avrebbe producendo oggi e investendo il ricavo sul mercato dei capitali. In altre parole, vale la legge di Hotelling: il proprietario ha interesse a produrre oggi soltanto se il prezzo di domani è inferiore al prezzo di oggi (maggiorato degli interessi).
In questo senso, sono “speculatori” tutti i proprietari di giacimenti di petrolio: le compagnie petrolifere, Putin e anche il re dell'Arabia Saudita. Tutti quanti basano le loro scelte sul rapporto tra prezzo odierno e prezzo futuro.
Ma il futuro, ovviamente, non è mai certo. Oggi prevale l’opinione che la domanda di greggio esploderà in Cina quando tutte le famiglie cinesi si compreranno una macchina. Se questo si verificherà veramente nei prossimi dieci-venti anni, è chiaro che un prezzo altissimo sarà giustificato. Ma non è detto che sarà così, l’economia cinese potrebbe rallentare o magari qualcuno inventerà un'auto elettrica più conveniente. A seconda di come variano queste aspettative, il prezzo di mercato del greggio può variare molto, anche se la domanda e l’offerta odierna rimangono costanti.



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