Energia/ Pechino ha fame: PetroChina il e Shell acquisiscono controllo di Arrow Energy

Lunedì, 22 marzo 2010 - 14:34:00

La Cina frena la crescita degli impieghi bancari per evitare che il surriscaldamento dell’economia possa favorire il risorgere dell’inflazione, mentre il ministro del commercio di Pechino, Chen Deming, mette le mani avanti in risposta alle crescenti tensioni con Washington (che preme per accelerare i tempi per una rivalutazione dello yuan) spiegando che “probabilmente” il paese registrerà “un deficit commerciale in marzo”. Ma questo non ferma le grandi corporation cinesi nella loro conquista di nuovi sbocchi all’estero.

E’ di oggi la notizia che PetroChina assieme all’olandese Royal Dutch Shell ha alzato l’offerta congiunta per rilevare l’australiana Arrow Energy a 3,50 miliardi di dollari australiani (circa 2,35 miliardi di euro), ossia 4,70 dollari australiani in contanti per azione contro gli iniziali 4,45 dollari (il 35% in più di quanto quotava il titolo l’8 marzo scorso, quando si ebbe la prima notizia dell’offerta). Un rialzo vincente visto che il Cda della compagnia di Brisbane, maggior detentore australiano di diritti di estrazione di gas da giacimenti di carbone destinati alla liquefazione e all’esportazione, ha dato parere favorevole all’accettazione dell’offerta.

La mossa è interessante almeno da due punti di vista: primo, dimostra la capacità tattica della Cina di approfittare di un periodo di prezzi relativamente bassi, tanto che per assumere il controllo di Arrow Energy e delle sue riserve PetroChina e Shell pagheranno meno di quanto sborsato da British Gas nel 2008 per l’acquisizione di Queensland Gas. Secondo, conferma la fame di energia dell’economia cinese, che lo scorso anno ha comprato 32 miliardi di riserve petrolifere, oltre che di carbone e minerali metalliferi.

Dopo l’Africa, le corporation cinesi puntano dunque sull’Australia, la cui banca centrale ha appena rivisto al rialzo le previsioni per l’industria mineraria nei prossimi 15 anni, previsioni che segnalano un nuovo boom in arrivo proprio per il settore del gas  naturale liquefatto a causa della crescente domanda, oltre che della Cina, di paesi come Malesia, Vietnam, Singapore e Tailandia.

Luca Spoldi

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