Pensioni, i dubbi della Cgil: "Misure inaccettabili"
![]() Giulio Tremonti |
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi si dice ''molto soddisfatto'' dell'esito del confronto a Palazzo Chigi tra governo e parti sociali sugli interventi in materia previdenziale che l'esecutivo ha messo a punto in un emendamento al dl anticrisi.
Due le novità: l'innalzamento dell'eta' pensionabile per le donne del pubblico impiego e aggiustamento sulla base dell'aspettativa di vita.
CGIL: "PIU' LAVORO, MENO SOLDI" - Restano tuttavia i dubbi da parte dei sindacati. La Cgil non lesina critiche e non nasconde la propria ''assoluta contrarieta''' alle misure. Il segretario confederale, Morena Piccinini non lascia spazio a dubbi e sintetizza: ''Queste norme significano una cosa sola: lavoreremo piu' a lungo per avere di meno'' come pensione. Riguardo all'innalzamento a 65 anni dell'eta' pensionabile per le donne nel pubblico impiego Piccinini osserva che ''non si potra' certo fermare a loro questo innalzamento'' e che si tratta di una misura ''illegittima''. Per Piccinini dunque bisogna ''ritornare ai criteri di flessibilita' per la parificazione uomo/donna contenuti nella legge Dini ed avviare una discussione approfondita sui coefficeinti per i giovani''.
OK DA CISL E UIL - Un giudizio sostanzialmente positivo e' stato espresso invece dalla Cisl e dalla Uil. L'innalzamento dell'eta' per la pensione delle lavoratrici nel pubblico impiego e' ''un passaggio obbligato'' dalla sentenza della Corte di Giustizia europea - sostengono le due confederazioni - e il meccanismo previsto e' ''graduale''. Quanto all'adeguamento dell'eta' alle aspettative di vita con il meccanismo delle 'finestre mobili' ''non si tratta di una nuova riforma, ma della stabilizzazione del sistema''.
UGL: "FARE DI PIU' LE MAMME" - L'Ugl chiede al governo "che si faccia uno sforzo in piu' per distinguere tra le lavoratrici e le madri lavoratrici per le quali la cura dei figli si aggiunge agli altri incarichi familiari". Il segretario confederale, Nazzareno Mollicone, ritiene "che si debba valutare l'ipotesi di un bonus in termini previdenziali per i periodi di maternita', anche per dare un riconoscimento al valore sociale della maternita'".
UE SODDISFATTA - Al termine dell'incontro, la Commissione Europea ha espresso la propria soddisfazione per le misure prese dall'Italia. "Il governo italiano - ha affermato la portavoce Chantal Hughes, responsabile degli affari sociali - ha proposto una serie di norme per conformarsi alla sentenza della Corte di Giustizia europea. E' un passo che accogliamo con favore". Per un giudizio sulle misure prese, aggiunge quindi: "Aspettiamo la notifica formale, che non abbiamo ancora ricevuto e analizzeremo la situazione nel dettaglio".



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